Il maestro giapponese, in concorso alla 69esima Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia, con Outrage Beyond, sequel di Outrage del 2010, prosegue la strada della yakuza. Tra ragioni di visibilità e l’implacabile legge dei numeri, il film si presenta come un prodotto di cassetta, un gangster movie dal risultato piuttosto divertente. Poco si sente della rabbia intimistica dei primi film, vere perle da storia del cinema, che difficilmente si possono riconoscere in un lavoro di puro intrattenimento come questo. Anche la piatta connivenza tra polizia e yakuza non apre ad una critica, risultando qualunquista, più che nichilista. E se l’obiettivo del regista era dimostrare che “tutto il mondo è paese” in fatto di mafia, non colpisce nel segno.
Leggi tutto...