Il Pompidou rende omaggio all’avanguardia italiana più esplosiva. Partendo dal suo luogo di presunta origine, Parigi, dove Marinetti fece uscire il primo Manifesto programmatico della poetica futurista. Grande mostra e grandi pecche...
L’intreccio tra l’origine tutta francese e l’appartenenza tutta italiana del movimento ha dato vita a fiumi di inchiostro, versati sopra a presunti “scippi” francesi. Messi da parte nazionalismi e puntualizzazioni filologiche da addetti ai lavori, la mostra al Pompidou semplicemente si limita a ricostruire l’esposizione del 1912 alla Galleria Bernheim–Jeune, con Boccioni, Carrà, Russolo, Severini.
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