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Nuevo estudio sobre las ocupaciones neandertales en la Sierra de Madrid

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Investigadores del CENIEH acaban de publicar en la revista Trabajos de Prehistoria un nuevo artículo sobre la ocupación y desarrollo de actividades por parte de grupos neandertales en el yacimiento madrileño de Navalmaíllo, (Pinilla del Valle).

Los investigadores del Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana (CENIEH) Laura Sánchez-Romero, Alfredo Pérez-González y Theodoros Karampaglidis acaban de publicar en la revista Trabajos de Prehistoria un nuevo artículo sobre la ocupación y desarrollo de actividades por parte de grupos neandertales en el yacimiento madrileño de Navalmaíllo, (Pinilla del Valle).

Se trata de un estudio sobre la temporalidad asociada a los procesos ocupacionales de los yacimientos paleolíticos, aplicando métodos arqueoestratigráficos y de análisis espacial, que ha permitido conocer la distribución de los restos excavados desde 2002 en toda el área de ocupación neandertal.

“Hemos podido identificar que en el abrigo kárstico de Navalmaíllo hubo al menos dos momentos de ocupación, separados por un periodo de abandono, y no una única ocupación intensa como se pensaba en un principio”, explica Laura Sánchez-Romero.

Para la identificación de los niveles de ocupación y su proyección tridimensional se han aplicado análisis SIG y técnicas 3D, así como estudios sobre la unión de piezas líticas para conoce la secuencia de talla, lo que se conoce como remontajes líticos, con el objetivo de testear la integridad y sincronía del depósito.

http://www.cenieh.es

 

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Agricoltura, energia e rifiuti: così la tecnologia spaziale
potrà migliorare la qualità della vita sulla Terra

Dalle serre per la coltivazione in condizioni estreme al recupero delle risorse dagli scarti umani, le soluzioni adottate dall’Agenzia Spaziale Europea per le missioni su Marte avranno importanti ricadute sulle future sfide del nostro Pianeta

Consiglio Nazionale delle Ricerche
Piazzale Aldo Moro,7 - 00185, Roma

Dall’agricoltura all’economia circolare, le tecnologie spaziali per le future missioni di lunga durata sulla Luna e su Marte potrebbero avere importanti ricadute sulla qualità della vita sulla Terra. Uno dei problemi principali di progetti così impegnativi è quello dell’approvvigionamento degli astronauti; solo per raggiungere il Pianeta Rosso, su cui l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) conta di far atterrare entro il 2040 il primo volo con equipaggio umano, occorrono 6 mesi: tra ossigeno, acqua e cibo, bisognerebbe far viaggiare oltre 30 tonnellate di rifornimenti, con costi elevatissimi.
Queste tematiche saranno al centro di un workshop in programma dal 16 al 18 maggio, nel quale si confronteranno per la prima volta a Roma i maggiori esperti della comunità scientifica internazionale. Il meeting è organizzato congiuntamente da Agrospace Conference, un’iniziativa della PMI italiana Arescosmo, e dal progetto Melissa al fine di promuovere la ricerca sui sistemi rigenerativi per il sostegno alla vita nello spazio. Questi sistemi devono permettere di produrre cibo, rigenerare l’atmosfera, recuperare acqua e riciclare tutti gli scarti.
Da 28 anni l’ESA ha dato vita al progetto Melissa, che studia come sia possibile ricostruire a bordo di una navicella e di una base spaziale un ciclo vitale che permetta la sopravvivenza di uomini con l’aiuto di piante e micro-organismi: elemento chiave è il riuso circolare delle risorse per produrre cibo, acqua pulita e ossigeno.
Nella tre giorni romana - nella quale, oltre all’Europa, saranno rappresentati gli Usa, il Giappone, la Cina e la Russia - il progetto Melissa e il programma Agrospace si uniranno per implementare la ricerca sui sistemi di sopravvivenza a circuito chiuso.

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