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Eventi

Stanze d’artista. Capolavori del ’900 italiano Sironi, Martini, Ferrazzi, de Chirico, Savinio, Carrà, Soffici, Rosai, Campigli, Marini, Pirandello e Scipione Roma Galleria d’Arte Moderna Via Francesco Crispi

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14 aprile - 1° ottobre 2017


Non solo luoghi ideali bensì stanze reali in cui l’arte della prima metà del Novecento è raccontata da dodici dei suoi maggiori esponenti: Mario Sironi, Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Marino Marini, Fausto Pirandello e Scipione.

Stanze d’artista. Capolavori del ’900 italiano, la mostra ospitata dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma dal 14 aprile al 1° ottobre 2017, dedica a ciascuno uno spazio esclusivo in cui alle opere sono affiancate le parole degli autori, tratte dai loro diari, lettere e scritti teorici o critici, così da offrire un commento critico quale migliore non potrebbe essere provenendo dalla stessa fonte creativa dei capolavori presentati.

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Corpo a corpo | Body to Body

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A cura di Paola Ugolini
Conferenza stampa
mercoledì 21 giugno 2017 ore 11.30
Inaugurazione
mercoledì 21 giugno 2017 ore 19.30
22 giugno — 24 settembre 2017
Sala Aldrovandi
Claudio Abate, Marina Abramović e Ulay, Renate Bertlmann, Tomaso Binga, Claire Fontaine, Chiara
Fumai, Silvia Giambrone, Goldschmied & Chiari, Sanja Iveković, Ketty La Rocca, Valentina
Miorandi, Gina Pane, Suzanne Santoro, Alice Schivardi, Francesca Woodman.

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura mercoledì 21 giugno alle ore 19.30 la mostra Corpo a corpo a cura di Paola Ugolini. La mostra analizza quel preciso momento in cui il lavoro degli artisti è caratterizzato dall’appropriazione di nuovi linguaggi che spaziano dalla danza all’evento, dall’happening al teatro, dalla pittura alla musica, dalla teoria alla scultura, dal cinema al video. All’interno di queste complesse vicende culturali, la mostra vuole ritagliare soltanto l’ambito in cui l’artista, lasciate le tradizionali forme dell’arte, utilizza il corpo come mezzo espressivo. Un momento cruciale che copre i due decenni ’60 e ’70, anni di presa di coscienza e di autodeterminazione in cui si collocano le ricerche sperimentali che hanno declinato in vario modo le istanze femministe di alcune artiste come Marina Abramović, Tomaso Binga, Sanja Iveković, Ketty la Rocca, Gina Pane, Suzanne Santoro e Francesca Woodman e pioniere nella danza come Trisha
Brown, Simone Forti e Yvonne Rainer negli scatti di Claudio Abate. Negli ultimi anni il linguaggio del corpo è stato ripreso da artiste italiane dell’ultima generazione come la coppia formata da Eleonora Chiari e Sara Goldschmied, Chiara Fumai, Silvia
Giambrone, Valentina Miorandi e Alice Schivardi - e del collettivo artistico con base a Parigi Claire Fontaine. Tutte hanno riattualizzato l’eredità ricevuta da chi le ha precedute, realizzando una serie di opere che compenetrano le ragioni dell’estetica con quelle della politica. Il loro lavoro ravviva quei caratteri che la critica americana Lucy Lippard riconosceva come contributo del femminismo all’interno della vicenda artistica degli anni ’70: un’arte che fosse “esteticamente e socialmente
efficace allo stesso tempo” caratterizzata “da un elemento di divulgazione e da un bisogno di connessione di là dal procedimento e del prodotto”. 2 Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Ancora oggi la fotografia, il gesto e l’azione performativa sono gli strumenti ideali usati all’inizio degli anni ’60 dalle artiste per continuare lo scardinamento del linguaggio e dei mezzi espressivi classici e sottolinearne l’inadeguatezza. Il linguaggio verbale, infatti, spesso si è rivelato
insufficiente per definire stati d’animo complessi. Per questo motivo la sua destrutturazione visiva, attraverso il collage e il video, è ancora fondamentale per esprimere sentimenti e punti di vista difficili da indagare con altri mezzi espressivi. Il catalogo, con testi istituzionali del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e della Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Cristiana Collu e saggi di Paola Ugolini, Massimo Mininni e Carla Subrizi, è edito da Silvana Editoriale.
Informazioni
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti, 131 – Roma
T +39 06 3229 8221
orari di apertura
dal martedì alla domenica: 8.30 – 19.30
ultimo ingresso 18.45
biglietto intero: € 10,00
biglietto ridotto: € 5,00
lagallerianazionale.com
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#LaGalleriaNazionale
#BodyToBody
Info stampa
Ufficio comunicazione e relazioni esterne
Laura Campanelli
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Silvia Macchetto
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – T +39 338 342 95 81

GEHARD DEMETZ Introjection

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a cura di Marco Tonelli
Preview Stampa: 22 giugno 2017 ore 11
Inaugurazione: 22 giugno 2017 ore 18
Apertura al pubblico: 23 giugno - 10 settembre 2017
MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma
Project room #2 e Foyer - Via Nizza, 138

 

Dal 23 giugno al 10 settembre 2017 si svolge al MACRO la mostra Introjection di Gehard Demetz, a cura di Marco Tonelli, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e realizzata in collaborazione con la Galleria Rubin di Milano. Gehard Demetz (Bolzano, 1972) utilizza come materiale esclusivo della sua scultura il legno, a cui ha saputo dare nel corso degli anni una devianza contemporanea, uno scarto dalla regola e dalla funzionalità artigianale. Dando l’impressione, oltre che di scolpire, anche di comporre le opere attraverso assemblaggi di blocchetti di legno, Demetz introduce nelle sue sculture effetti di sfasamenti cromatici, distorsioni, allungamenti, anamorfosi, accorciamenti dimensionali, favoriti dall’uso di iconografie religiose, infantili, architettoniche, archetipiche, che conservano senso della memoria e della storia per dargli una nuova veste in chiave profondamente psicologica. La sua mostra “Introjection” si ispira quasi esclusivamente a tematiche legate a iconografie sacre sia livello liturgico (tabernacoli) che architettonico (chiese) o devozionale (Maria Vergine e Sacro cuore), a cui fanno da contrappunto immagini profane e dissacratorie (Hitler e Mao) e laiche (fienili della Val Gardena), in cui a predominare è la dissonanza, la dissolvenza, la metamorfosi tra condizione infantile e adulta, tra predestinazione e maledizione.

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Doppia sospensione shock (e record) al Guido Reni District di Roma

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Un numero record di oltre 3000 visitatori ha affollato il primo giorno di apertura delle 4 mostre (Real Bodies, Cosmos Discovery, Dinosaur Invasion e Brikmania) al Guido Reni District di Roma.

La mostra più visitata  è stata Cosmos Discovery, con i reperti spaziali degli Stati Uniti e dell’ex Urss e il modello dello spazioporto che potrebbe essere realizzato in Italia nel 2022. Poi Dinosaur Invasion, con 40 dinosauri riprodotti a grandezza naturale e Real Bodies, che ha attirato quasi 700 persone tra i padiglioni dove sono esposti 350 tra corpi e organi plastinati. Proprio alla mostra di anatomia i visitatori sono stati impressionati dalla performance delle sospensioni che, riproposta come attrazione dei due giorni di inaugurazione‎, fortunatamente non ha creato i problemi di impressionabilità della prima edizione romana. Lo show, in cui gli artisti si appendono mediante catene e ganci conficcati nella pelle, ha raggiunto ieri un nuovo record di resistenza del derma nella performance della sospensione doppia che ha visto due performer scaricare la somma del loro peso su una sola serie di ganci, esibizione mai realizzata prima d’ora in Europa, presentata ieri in anteprima alla mostra Real Bodies.

Tanta curiosità anche per Brikmania, la mostra dei mattoncini Lego dove è esposta una riproduzione del Titanic di oltre 7 metri costruita con oltre 500.000 mattoncini e ricca di dettagli che riproducono la scena che precede la tragedia del naufragio del 1912.

CORPO, MOVIMENTO, STRUTTURA

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 Il gioiello contemporaneo e la sua costruzione

Giampaolo Babetto e Carlo Scarpa | David Bielander e Maurizio Sacripanti Helen Britton e Pier Luigi Nervi | Peter Chang e Ian + Monica Cecchi e Vittorio De Feo | Philip Sajet e Sergio Musmeci

15 novembre 2017 - 14 gennaio 2018

Sei designer e sei architetti per raccontare il linguaggio comune fatto di rapporti, connessioni, equilibri di pesi e volumi che condividono l’Architettura e il gioiello: è CORPO, MOVIMENTO, STRUTTURA. IL GIOIELLO CONTEMPORANEO E LA SUA COSTRUZIONE, la mostra a cura di Domitilla Dardi che dal 15 novembre 2017 al 14 gennaio 2018 porta al MAXXI una indagine inedita sul mondo del gioiello contemporaneo. Giampaolo Babetto, David Bielander, Helen Britton, Peter Chang, Monica Cecchi e Philip Sajet sono i sei designer chiamati a interpretare con nuove creazioni realizzate ad hoc i modelli di Vittorio De Feo, IaN+, Sergio Musmeci, Pier Luigi Nervi, Maurizio Sacripanti e Carlo Scarpa conservati nelle collezioni del MAXXI Architettura.

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