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L'ANNUNCIO DELLA COMPAGNIA PRIVATA SPACEX

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ISS: lancio a novembre per DRAGON. La NASA ha accettato di unificare una serie di test e la SpaceX, la compagnia privata americana candidata a fornire i vettori alla NASA per la ISS, ha annunciato il primo lancio per la Stazione Spaziale per il prossimo 30 novembre

Non è passato molto tempo da quando l’ultimo shuttle, l’Atlantis, è andato in pensione. Era il 21 luglio scorso. Finita l’era della navetta spaziale più famosa al mondo, sembrava che gli americani sarebbero stati assenti più a lungo di quanto stia accadendo, dal volo spaziale umano.La SpaceX, l’industria privata americana che già produce il vettore cargo Falcon 9, ha annunciato che il primo volo della navetta Dragon con destinazione la Stazione Spaziale Internazionale, avverrà il prossimo 30 novembre e l’attracco è previsto nove giorni più tardi.La NASA  ha infatti accettato di unire tutti i test, inizialmente previsti in due separate missioni (COTS Demo 2 e 3), in un’unica missione. Alla navicella Dragon si affiancherà successivamente il vettore Falncon 9 per il trasporto dei materiali necessari sulla Stazione Spaziale Internazionale.“Questa  missione – si legge sul sito di SpaceX – rappresenta una pietra miliare non solo per SpaceX, ma anche per la NASA e il programma spaziale degli Stati Uniti. Quando gli astronauti di stanza sulla ISS apriranno il portello e entreranno nel veicolo spaziale Dragon per la prima volta, sarà l’inizio di una nuova era per i viaggi spaziali”.Lo scorso dicembre la navetta Dragon ha compiuto il primo viaggio andata e ritorno, nell’orbita terrestre, privato al mondo. 

Flash News

 

La prima pagina dell’abbecedario in lingua somala

 


A mio padre, Luigi Gallo, che nel ‘938 costruiva in Etiopia le strade dell’Impero.

 

Premessa: L’Espansione italiana nell’Africa Orientale ebbe inizio alla fine del 1800 con il primo dispiegamento di truppe presso i territori di Massaua (1885) per poi arrivare alla proclamazione della colonia “Eritrea” nel 1890, alla proclamazione della colonia “Somalia” nel 1908 ed infine alla proclamazione dell’Impero italiano, nel 1936, dove Somalia, Eritrea ed Etiopia costituivano l’Africa Orientale Italiana (AOI).Formalmente si fa concludere il colonialismo italiano in AOI con l’occupazione britannica, nel 1941, dei territori dell’Africa Orientale Italiana, seppur poi, dal 1948 al 1960, l’Italia fu incaricata dall’ONU dell’amministrazione fiduciaria della Somalia (AFIS) (BEN GHIAT & FULLER, 2005).

Dopo 50 anni di colonialismo “...L’eredità italiana in Somalia era costituita soprattutto da: una scuola primaria, una scuola secondaria, fino al liceo scientifico, una scuola per ragionieri e geometri, aperte indiscriminatamente a tutti, somali ed italiani, fino al giorno dell’indipendenza”(VILLANI,1972): con docenti e programmi del tutto comparabili a quelli del nostro Paese. Naturalmente si usava la lingua italiana per scolaresche, che si esprimevano abitualmente in somalo. Il primo abbecedario con l’alfabeto somalo venne “tirato al ciclostile” nell’agosto‘972 nella stamperia dell’Università Nazionale Somala) (foto n.1: la 1° pagina). Il 21/10 in occasione del “terzo anniversario della rivoluzione della Somalia” un elicottero buttava giù dal cielo i fogli dell’alfabeto su una folla che si accalcava e si rincorreva per prenderli. Così moriva una lingua orale, conservata da sempre nella mente degli anziani: come l’unica biblioteca che i somali possedessero; il solo strumento conoscitivo della loro storia, che veniva raccontata dai cantastorie come “vanto della tribù” nelle cerimonie e insegnata ai bambini con la propria genealogia, fin dai primi anni, dai patriarchi.

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