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Una doppietta per i Planet hunters

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Oltre 40.000 navigatori del web stanno partecipando al progetto che permette di elaborare con il proprio pc i dai raccolti dal telescopio Kepler. E in un mese hanno già individuato due pianeti extrasolari. Prima doppietta segnata dai Planet Hunters, i cacciatori domestici di pianeti. Sono i 40.000 navigatori del web che hanno aderito al progetto ideato dalle Università di Yale, di Oxford e dal Planetario Adler di Chicago. Comodamente seduti a casa, davanti ai loro computer, i “planet hunters” hanno analizzato la luce emessa da 150.000 stelle per identificare quei segni che possono indicare la presenza di pianeti in orbita. E magari non il solito pianeta gigante gassoso ma uno di tipo roccioso e simile alla Terra. Obiettivo quasi del tutto raggiunto visto che dopo appena un mese dall’apertura della caccia sono già stati individuati due pianeti extrasolari, uno dei quali roccioso.I due pianeti orbitano attorno alle loro stelle con periodi che vanno da 10 a 50 giorni e hanno dimensioni da due volte e mezzo sino a otto volte quelle della Terra. Uno dei due sembra inoltre essere di tipo roccioso, anche se purtroppo non si trova alla giusta distanza dalla stella per poter sperare di trovarvi condizioni di abitabilità.La luce delle stelle è stata raccolta dal telescopio spaziale Kepler, che sta individuando decine di pianeti extrasolari e centinaia di candidati. Con numeri così elevati il team scientifico preposto alle analisi è obbligato a selezionare solo i candidati più probabili, posticipando o scartando gli altri. E’ qui che si inseriscono i planet hunters che possono scovare pianeti tra gli oggetti messi da parte. In questo caso avevano individuato 10 candidati di prima fascia che sono subito stati segnalati al team di Kepler. L’analisi successiva di questi dieci ha portato all’identificazione di due pianeti sicuri.Considerato che questa prima doppietta è stata ottenuta in poche settimane è probabile che nei prossimi mesi i cacciatori di pianeti segnino altri punti sul loro tabellino. E chissà che non siano loro a trovare il tanto atteso primo pianeta abitabile. 

Flash News


Il 9 luglio è  il “Fish Dependence Day”, data che identifica simbolicamente la fine per l’Europa di pesce, molluschi e crostacei da approvvigionamento interno e l’inizio delle importazioni e della dipendenza dal pesce estero, fino a fine anno. In questa occasione il WWF lancia l’allarme sul drammatico stato in cui versano gli oceani e il Mediterraneo in cui ad oggi, l’88% degli stock ittici monitorati risulta sovrasfruttato. Il WWF invita anche noi consumatori ad adottare comportamenti di acquisto responsabili grazie al banco del pesce interattivo, da oggi online, con cui sperimentare la sostenibilità delle proprie scelte.

Tutti i consumatori possono fare la loro parte per contribuire alla tutela del Mediterraneo e di tutti gli oceani, sostenendo il progetto di WWF Fish Forward, co-finanziato dell’Unione Europea. Nella guida online al consumo sostenibile l’organizzazione racconta quali sono i piccoli gesti responsabili che possiamo adottare negli acquisti di tutti i giorni, per fare la differenza: ad esempio privilegiare specie locali e poco comuni, utilizzare le etichette come fonte di informazioni utili nella scelta del pesce più sostenibile, conoscere le certificazioni, fare attenzione alle taglie minime di ogni specie. Sono solo alcuni criteri su cui da oggi possiamo metterci alla prova grazie al banco del pesce interattivo di WWF. Giocando e rispondendo ai vari quesiti, proprio come se fossimo di fronte ad un vero banco del pesce fresco al mercato, ognuno potrà scoprire se le proprie scelte sono sostenibili e tutto ciò che c’è da sapere per adottare misure responsabili.

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