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Le faggete secolari ora fanno parte del patrimonio Unesco

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2000 ettari nei parchi nazionali d'Abruzzo, Foreste Casentinesi, Gargano e Pollino, sul Monte Cimino e nel parco regionale di Bracciano-Martignano


Venerdì 7 luglio, a Cracovia, in Polonia, l'Unesco ha deciso di inserire le faggete secolari presenti in alcuni boschi d'Italia nel patrimonio dell'Umanità, al pari di altre zone d'Europa. Le prime a ottenere il riconoscimento furono le faggete vetuste dei Carpazi, poi quelle di Slovacchia, Germania, Ucraina e adesso, dopo la candidatura del 2015, è arrivato l'accreditamento per altre 63 faggete in 12 Paesi - le foreste di Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Italia, Romania, Slovenia e Spagna, che aspettavano appunto di essere riconosciute.

Il territorio italiano erra tra quelli che presentava il maggior numero di siti di valore universale. Promosse dall'Unesco sono infatti le faggete cresciute su oltre 2000 ettari nelle zone del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (a Villavallelonga-Valle Cervara, Lecce nei Marsi-Moricento, Pescasseroli-Coppo del Principe e Coppo del Morto, Opi-Val Fondillo); quella di Sasso Fratino (Parco nazionale delle Foreste Casentinesi), della Foresta Umbra (Parco nazionale del Gargano), di Cozzo Ferriero (Parco nazionale del Pollino), del Monte Cimino e di Monte Raschio (Parco regionale di Bracciano-Martignano).

"Il riconoscimento Unesco delle faggete secolari italiane - commenta il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri - rappresenta per l'Italia la prima iscrizione di un patrimonio naturale espressamente per il suo valore ecologico di rilievo globale. Ci abbiamo sempre creduto fin dai tempi della candidatura nella Tentative List dell'Unesco. E' stato un lavoro lungo, dove i parchi hanno fatto rete, sostenuti dal Ministero dell'Ambiente, un percorso di studio e approfondimento che ha portato a questo risultato. Faccio i complimenti a tutti i protagonisti. Le foreste di faggio sono spettacolari, mozzafiato, un elemento di enorme valore, con una biodiversità straordinaria. Adesso, finalmente, si collocano nella giusta dimensione".

Flash News

In data 12-07-2007
Comunicato Stampa FAO
 
Anno 4
Edizione Maggio 2007

Restituire ai bambini la loro infanzia rubata
Nel settore agricolo il 70 per cento del lavoro minorile

Mettere fine al lavoro minorile in agricoltura deve diventare una priorità dell’agenda politica internazionale, ha detto oggi la FAO in occasione della Giornata Mondiale contro il lavoro minorile.§

“È inaccettabile che ogni giorno al mondo vi siano oltre 132 milioni di bambine e bambini tra i 5 ed i 14 anni d’età costretti a lavorare sui campi, in condizioni spesso molto dure e rischiose per la loro salute”, ha detto Jose Maria Sumpsi Vinas, vice direttore generale della FAO, del Dipartimento agricoltura e difesa del consumatore.
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