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Futurismo Avanguardia-Avanguardie

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Giacomo Balla
Giacomo Balla, Bambina che corre sul balcone, 1912
Si è inaugurata a Roma, il 20 febbraio 2009,  nelle Sale delle Scuderie del Quirinale, la mostra “Futurismo avanguardia-avanguardie”. La data dell’apertura della mostra è stata fatta coincidere con il centenario dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo sul quotidiano francese “Le Figaro”. La mostra, realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e la Tate Gallery di Londra, è stata esposta a Parigi, dal novembre 2008 fino al gennaio 2009 e, al termine del periodo romano, sarà a Londra da giugno a settembre 2009. Il progetto iniziale della mostra viene adattato, sede per sede, in modo da mettere in evidenza gli elementi più caratterizzanti espressi dalla corrente futurista sviluppatasi nel paese che ospita l’esposizione.

La mostra vuole raccontare i momenti della nascita del futurismo e la veloce trasmissione della rivoluzionaria idea di rinnovamento delle arti che si è rapidamente trasmessa nel mondo, e presentare i più interessanti innovatori  con alcune delle  opere più significative realizzate fino al momento dello scoppio della prima guerra mondiale.Si avverte subito, fin dal video introduttivo che illustra gli esordi della nascita del movimento sulla spinta di Marinetti, l’intento didascalico della esposizione. Le opere esposte costituiscono i momenti fondanti di un percorso che vuole ricordare la prima mostra futurista di Parigi avvenuta nel 1912.

I quadri esposti nelle prime sale sono illuminati da faretti che obbligano il visitatore ad osservare le opere secondo la sola angolazione che permette di vederle senza i riflessi della luce. Le opere sembrano disperse sulle ampie superfici delle pareti. La spinta creativa degli artisti, esaltante e trasgressiva evoca il complesso mondo interiore dirempente e provocatorio teso a scuotere le tiepide coscienze della società di inizio secolo. Note al grande pubblico, le opere lasciano un senso di assenza e delusione tra chi si aspettava di vedere una più ricca testimonianza della ricchezza del lavoro di questi artisti. Non sempre la singola opera raccoglie l’insieme dei messaggi, dei vissuti di un’epoca della storia. Chi affolla le sale di una mostra vuole immergersi nel messaggio, se possibile riviverlo, nella variabile delle tante emozioni che questo suscita.

L’abbondanza di pareti bianche ha lasciato un senso di vuoto che solo l’opera in se è riuscita in quache modo a colmare. Chi avesse voluto poter essere trascinato nella lucida ebrezza del sogno futurista e pensare come ha pensato Cavaccioli che con la nostra elica d’aeroplano “falceremo le stelle come spighe” è rimasto deluso. Si passa da sale illuminate che costringono ad un percorso di osservazione predeterminato,  a sale illuminate come fossero cameroni nelle quali sono sistemate altre opere parte di un percorso didascalico, a presentare i lavori di altri maestri tratti da oltre trenta musei e collezioni tra i più importanti del mondo: il percorso dal futurismo al cubismo, dal movimento italiano e francese verso il cubo-futurismo russo, per toccare, infine, le esperienze inglesi e americane.

Non si poteva non cogliere l’opportunità di essere presenti, data l’importanza dell’evento, ma ci sentiamo privati della gioia di esultare, di lanciare il grido irriverente, di partecipare in definitiva al magico momento della esaltazione futurista. Sembra impossibile, ma dall’esposizione non si avverte, come enuncia Marinetti, che “il coraggio, l’audacia, la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia”. La vitalità di quelle opere appare quasi spenta nel percorso colto che ha voluto inserire un grido di vita nel capitolo di un libro di testo per professionisti della storia dell’arte.

Futurismo. Avanguardia-Avanguardie
a cura di Didier Ottinger
commissario per la sede italiana Ester Coen
20 febbraio - 24 maggio 2009
 

Paolo Sieni

Flash News

 

Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico
dal 21 marzo al 17 giugno 2019

Palazzo Merulana presenta Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico, una mostra curata da Fabio Benzi e incentrata sul famoso dipinto Primo Carnera del 1933.

Un’opera eccezionale della produzione del Maestro futurista. Dipinta sui due lati, con da una parte Vaprofumo del 1926, un soggetto tipicamente futurista che fu esposto nel 1928 alla mostra personale che Balla tenne agli Amatori e Cultori di Roma e che rappresenta appieno il giocoso sistema sinestetico del futurismo balliano dell’epoca: le forme chiare, i colori tenui, metallici e dorati, intendono evocare l’impressione olfattiva che si sprigiona da un flacone di profumo; la curiosa sagoma “bucata” del quadro rappresenta con le due aperture in alto le narici che percepiscono l’odore.

Sul verso dell’opera nel 1933, l’artista dipinge Primo Carnera che si ispira nitidamente a una foto di Elio Luxardo, amico di Marinetti (di cui fotografa la casa di piazza Adriana) e autore di un impressionante ritratto del pugile pubblicato sulla prima pagina della “Gazzetta dello Sport” nel 1933, quando diventò Campione del Mondo.
Questa immagine, diffusa simultaneamente in tutto il globo, costituisce la base iconografica del dipinto di Balla.

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