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LA SOCIETA' CIVILE AFGANA – LIMITI E POTENZIALITA'

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Presentazione del rapporto: LA SOCIETA' CIVILE AFGANA – LIMITI E POTENZIALITA'
23 Febbraio 2011 ore 10,30 Roma, Ministero degli Affari Esteri – D. G. Cooperazione allo Sviluppo
Sala Francesca Onofri

INTERSOS-Link 2007, Università di Milano, Afgana.org, D. G. Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri

INVITO


Presentazione del rapporto:
LA SOCIETA' CIVILE AFGANA – LIMITI E POTENZIALITA'

23 Febbraio 2011 ore 10,30
Roma, Ministero degli Affari Esteri – D. G. Cooperazione allo Sviluppo
Sala Francesca Onofri
Il rapporto “La societa' civile afgana – limiti e potenzialita'”, basato su un’analisi della letteratura esistente e su tre mesi di ricerca in otto province afgane, e' la prima ricerca di questo tipo presentata in Italia. Redatta da Giuliano Battiston, combina rigore accademico e sguardo giornalistico, provando a raccontare la societa' civile afgana attraverso le dirette testimonianze di chi la anima. La ricerca fa parte del progetto della rete italiana Afgana, le cui attivita' proseguiranno con una conferenza della societa' civile afgana a Kabul a fine marzo e con una conferenza internazionale a Roma a fine maggio.Il concetto di societa' civile e' da anni al centro del dibattito sulle relazioni internazionali. Solo recentemente pero' si è iniziato a verificare quale sia il potenziale ruolo di questa complessa entita' all’interno di una piu' ampia strategia di peacebuilding e di ricostruzione postbellica.Nel caso dell’Afghanistan, in particolare, si vanno moltiplicando gli inviti alla mobilitazione della societa' civile, come contraltare ad uno stato fragile ed anemico e come condizione per il rafforzamento delle istituzioni democratiche. Tuttavia, queste iniziative partono spesso da una visione monolitica della societa' civile locale, che si esprime invece in forme molto diverse: alle organizzazioni tradizionali e religiose si affiancano ormai nuovi attori, che abbinano le forme abituali di intervento con inedite esperienze di rete, nazionali e sovranazionali. E che chiedono a gran voce la possibilita' di interloquire piu' equamente con il governo locale e con la comunita' internazionale. Il rapporto "La societa' civile afgana – Limiti e potenzialita'" si presenta come uno strumento importante per iniziare a riconoscere l'importanza della societa' civile afghana. Prenderanno parte alla presentazione del rapporto:Emanuele Giordana - Giornalista, coordinatore del Network 'Afgana'Elisabetta Belloni - Direttore Generale Cooperazione allo Sviluppo  MAEGabriele Checchia - Inviato Speciale del Ministro degli Esteri per l’Afghanistan e il Pakistan Giuliano Battiston - Giornalista e ricercatore, estensore del rapporto 

Flash News



Domenica 12 maggio, tutto il mondo festeggerà la Festa della Mamma: un giorno speciale, per celebrare il duro lavoro che ogni mamma svolge nella cura dei propri figli. È importante ricordare, però, che noi umani siamo solo una delle tante specie del mondo animale in cui il ruolo della mamma è speciale e fondamentale per proteggere, nutrire e crescere i propri piccoli.
Nel regno animale, ci sono cinque specie che si contraddistinguono per avere un gran cuore di mamma.

La prima femmina ad avere un legame speciale e molto forte con i suoi cuccioli è quella dell’Orango. Nei primi due anni di vita, i piccoli di orango si affidano totalmente alle loro madri, sia per il cibo che per muoversi. Le mamme, infatti, non abbandonano i loro cuccioli fino ai sei o sette anni, età in cui i cuccioli avranno imparato a trovare il loro cibo, le tecniche per mangiarlo e i trucchi per costruire il loro rifugio per dormire. A volte, anche negli anni successivi i giovani oranghi non si allontanano dalla madre, restando non distanti dal nucleo familiare che li ha cresciuti. Alcune femmine di orango, però, una volta diventate autonome non si dimenticano di fare visita alla loro dolce mamma e la vanno a trovare fino all’età di 15 o 16 anni.

Fra le mamme da festeggiare c’è sicuramente anche la femmina dell’Orso polare: una mamma attenta, che in genere dà alla luce due cuccioli gemelli. I piccoli non la lasciano fino all’età di due anni, quando avranno imparato come sopravvivere a rigidissime temperature. Le mamme di orso polare di solito partoriscono fra novembre e gennaio in una tana scavata fra i cumuli di neve. Usano il loro calore corporeo per tenere i cuccioli al caldo, nutrendoli col loro latte. I piccoli orsi polari lasciano la tana a marzo e ad aprile, mesi in cui si abituano alle temperature esterne prima di imparare a cacciare.

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