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Central Asia should strengthen trade ties says Diouf

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Central Asia should strengthen trade ties says Diouf
FAO Director-General also calls for regional weather alert system to warn farmers

Against the backdrop of climate change and increasingly volatile food prices, FAO Director-General Jacques Diouf today called for the countries of Central Asia to strengthen cooperation on trade arrangements to enhance the free flow of food and agricultural commodities.  

Speaking at the Astana Economic Forum in Astana, Kazakhstan, Diouf said that concern about food security in Central Asia is particularly acute for the region's net food importing countries — namely Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan and Uzbekistan.  

These countries are mostly dependent on grain supply from the exporting countries of the Commonwealth of Independent States, including Kazakhstan, which is why they would benefit from stronger trade ties. 

Urgent need 
 

“There is an immediate need to examine the possibility of a regional cooperation on trade arrangements among the countries of the region to enhance the free flow of food and agricultural commodities,” Diouf said.  

The FAO head also called for Central Asian nations to establish joint monitoring systems on weather and climate change to predict sharp declines in crop production, improve climate disaster preparedness and avoid sudden price spikes.

Regional information sharing on agricultural and food production, including stocks, could help farmers and traders to deal effectively with potential food shortages.  

Panic inappropriate


Diouf also cited the necessity for governments to avoid “inappropriate ‘panic’ policies” that may have severe welfare consequences. 

During the 2007-08 global food price crisis, “the trade restrictions and price controls imposed by some countries in response to rising food prices exacerbated the situation. Such policies can affect production incentives and have spill-over impacts on neighbouring countries,” Diouf said.  

Diouf said Kazakhstan “has an excellent advantage to increase agricultural production and a respectful potential that can make a significant contribution to improve regional and global food security.”  

To help governments make informed decisions and support the design of immediate country-level action plans, FAO has recently published the
Guide for Policy and Programmatic Action at Country Level to Address High Food Prices and embarked on the organization of a series of regional and sub-regional seminars.

A workshop will be organized in June for the European and Central Asian regions, involving all the concerned stakeholders.  

Flash News

La manifestazione a Roma - alle 18 di fronte Montecitorio (spazio antistante obelisco) appuntamento con la stampa e possibilità di foto e riprese della simbolica nuvola di Co2


Mercoledì 27 settembre a Roma il WWF scende in piazza contro il carbone con una manifestazione molto particolare che farà transitare dalla sede dell’Associazione a Montecitorio, passando per il ministero dello Sviluppo economico in via Veneto, una nuvola simbolica di Co2. La partenza è prevista dalla sede nazionale del WWF in Via Po alle ore 16:30, una mobilitazione per dire Stop al carbone in Italia entro il 2025. Un grande nuvola simbolica di CO2, composta da 1000 palloncini neri, si muoverà per le strade centrali di Roma, passando per il Ministero delle Attività Produttive in Via Veneto, Piazza Barberini, via Del Corso e Montecitorio, dove 18 l’Associazione del Panda farà un punto con la stampa. I 1.000 palloncini neri con la scritta Stop Carbone, saranno la traduzione della quantità di CO2 emessa in una sola frazione di secondo da una centrale a carbone come quelle di Civitavecchia o di Brindisi, che ogni secondo libera circa 400kg di CO2. Una richiesta di forte attenzione in giorni importantissimi per le scelte energetiche del Paese. Il governo nelle prossime settimane pubblicherà la Strategia energetica nazionale, con la quale si deciderà la traiettoria energetica dell’Italia per almeno i prossimi 20 anni. Per la prima volta si sta prendendo in esame la possibilità di una chiusura delle centrali a carbone, ma nella proposta del Governo si delineano gli scenari senza operare una scelta chiara e, quindi, la data effettiva dello stop. Per il WWF Italia, la chiusura deve avvenire entro il 2025, in linea con altri Paesi europei, dicendo addio ad una fonte fossile causa in Italia di circa 8 morti a settimana e di una spesa sanitaria annua calcolata di 1,4 miliardi di euro.

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