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Vale tudo di Sgarbi contro griffe, sopraintendenze e artisti “ritrovati"

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Ieri la presentazione ufficiale hard core del padiglione Italia di Sgarbi. All’entrata del bulimico padiglione, distesa sinuosamente su una delle gigantesche sedie multicolori in poliuretano realizzate da Gaetano Pesce, una Venere dell’utlimo millennio, la pornodiva tutta rigonfiamenti Vittoria Riso totalmente nuda, di fronte a lei un corrispettivo maschile, anche lui in veste adamitica.
Pornodive a parte, durante il suo intervento Sgarbi si è regolarmente imbestialito e ha puntato il dito contro le Fondazioni di moda che si fanno belle con l’arte, purché di moda, inserendola in logiche affaristiche. Il critico dalla sua faretra ha scoccato dardi avvelenati contro i Trussardi, i Fendi e i Prada ( a Ca’ Corner della Regina con la mostra sulla collezione della Fondazione di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli) e non basta. Sgarbi se la prende con la sopraintendenza ai beni artistici, incarnata dalla Renata Coldello, contro i fumi dell’opera di Anish Kappor che sbuffano all’interno della navata della chiesa dell’isola di San Giorgio, e di fronte alle opere di Julian Schnabel posizionate nelle nicchie di Sansovino al Museo Corner, Sgarbi avrebbe gridato "è uno stupro” e ancora sul trasferimento delle opere del Tintoretto alla Biennale.
E poi gli artisti. Quelli che "no, io al padiglione Italia firmato Sgarbi, non paretciperò mai!” e che poi ritrattano. Non sono mancati i commenti del critico diretti agli artisti "ritrovati”: da Mimmo Jodice a Jannis Kounnellis a Enzo Cucchi, che sbarca oggi in Biennale con 40 opere in mostra a Palazzo Grimani.

Flash News

In vista dello storico bando sul commercio interno di avorio in Cina che prenderà il via alla fine del mese, un’indagine condotta da TRAFFIC e WWF ha rivelato che il bando ha un diffuso consenso da parte della maggioranza dei consumatori intervistati e che verosimilmente ridurrà in maniera sostanziale l’acquisto di prodotti in avorio. Tuttavia, molti cittadini non sono ancora a conoscenza dell’imminente messa al bando.

Il bando è stato accolto dalla comunità internazionale come un passaggio cruciale che, se correttamente applicato, aiuterà a fermare il bracconaggio ed invertire il declino delle popolazioni di elefante africano. Quest’anno, TRAFFIC e WWF hanno commissionato a GlobeScan, un’agenzia di consulenza indipendente, la più grande indagine mai condotta sui consumatori di avorio, per comprendere la natura del consumo di avorio in 15 città i cui mercati sono tra i più attivi in Cina. La ricerca ha rivelato che l’acquisto di avorio è crollato negli ultimi tre anni in città come Pechino e Chengdu, dove le regolamentazioni sono più rigide e dove c’è più consapevolezza dell’imminente messa al bando. Tuttavia, il mercato dell’avorio si è spostato dalle città metropolitane a centri più piccoli, e tale spostamento nella domanda potrà continuare in futuro.

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