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Dieci sculture per le periferie di Siena

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Il 23 giugno sarà inaugurata la mostra curata dagli studenti del corso Arte Ambiente e Architettura del Paesaggio  Il 23 giugno sarà inaugurata la mostra curata dagli studenti del corso Arte Ambiente e Architettura del Paesaggio. Disegni, foto e progetti sul recupero di zone periferiche della città di Siena attraverso idee innovative e creative come interventi site specific e sculture di giovani artisti contemporanei. Matteo Maggio, Luigi Mainolfi, Luigi Vollaro e Angelo Casciello sono alcuni dei nomi dei dieci sculturi chiamati a collaborare al progetto che renderanno più vivibile e integrate le zone ai margini della città. I quartieri su cui ci si è focalizzati sono quelli costruiti negli anni  Sessanta e Settanta e in particolare quelle recuperate di recente.
Un invito alla riflessione – dunque - all'accoglienza e all'integrazione visibile anche dalla diversità delle sculture che saranno presentate. Diverse sono infatti le provenienze e i backgrounds degli artisti, i quali a proprio modo interpreteranno la loro opera interpretando i diversi spazi in nome della collettività.


dal 23 giugno al 20 agosto 2011
Prospettive dell'Urbano – Dieci scultori per le periferie di Siena
Palazzo Pubblico, Magazzini del Sale
Siena
inaugurazione Sala delle Lupe , 23 giugno ore 18:00
mart-dom 10-18
Iniziativa realizzata con il contributo dell'Università degli Studi di Siena



Flash News




E’ scandaloso che nel 2018 il Giappone – che minaccia di uscire dalla IWC - manifesti la volontà di continuare la caccia alla balena, massacro anacronistico e senza alcuna giustificazione - se non una subcultura dura a morire -, che rischia di portare verso l'estinzione due specie come la balenottera comune (a rischio) e quella minore (in declino). Si tratta delle specie piu’ cacciate al mondo.
Oggi è una caccia che non ha più senso, non è giustificata da esigenze alimentari e la “ricerca scientifica" che per 30 anni il Giappone ha portato avanti come giustificazione è palesemente una ridicola scappatoia.
L’anno scorso ben 330 balenottere minori sono state massacrate in Antartide, eppure i sondaggi ci dicono che appena l’11 % dei giapponesi consuma ancora carne di balena e si dice favorevole a questa attività. Uno schiacciante 90 % non vuole più saperne.

“E’ assurdo che si voglia tenere in piedi un’attività fuori dal tempo, lontana dalla scienza e lontanissima dalla sensibilità comune”, conclude il WWF. Gli oceani nascondono rischi ovunque per balene e cetacei in genere: non solo la caccia a ‘scopi scientifici’ del Giappone, ma anche il bycatch, la cattura accidentale che uccide almeno 300.000 balene e delfini ogni anno, la collisione con le navi e l’inquinamento con l’ingestione di micro e macro plastiche attraverso una catena alimentare ormai contaminata.

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