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Gli europei puntano i riflettori della ricerca sugli alimenti sani

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Cosa sono gli alimenti sani e come possiamo renderli innovativi? Come possiamo offrire ai consumatori le informazioni che vogliono/di cui necessitano su questi tipi di alimenti? Esperti in Europa ritengono che siano varie le forze che spingono l'innovazione degli alimenti sani, ovvero: scienza, ricerca e sviluppo (R&S) innovazione, consapevolezza individuale della salute e analisi individuale di rischi e benefici. Queste conclusioni sono state mostrate alla recente conferenza Nutrevent a Lilla, Francia, dove gli esperti hanno evidenziato che i nutrizionisti devono prestare particolare attenzione alle innovazioni degli alimenti funzionali con composti naturali per aiutare a rispondere alle crescenti preoccupazioni dei consumatori riguardanti gli alimenti sani.

Mentre a Nutrevent sono stati presentati molti approcci innovativi, il regolamento UE "Informazioni sulla salute", autorizzato dall'ente normativo UE Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), richiede: una valutazione scientifica delle informazioni sulla salute, un cambio gestionale e la commercializzazione di prodotti alimentari nell'industria alimentare dell'UE.

Il progetto AFRESH ("Countering diet-related diseases through competitive regional food- and physical activity clusters"), finanziato nell'ambito della linea di bilancio "Regioni della conoscenza" del Settimo programma quadro (7°PQ) dell'UE con 2,95 milioni di euro, sta creando un'agenda di ricerca per ridurre le malattie legate alla dieta e alla mancanza di attività fisica sviluppando prodotti innovativi per dare a chi soffre di queste malattie l'aiuto di cui ha bisogno. I partner di AFRESH, provenienti da Belgio, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito, stanno giocando un ruolo chiave nel creare attività per costruire e migliorare stili di vita sani per il futuro. AFRESH fa parte della Food Cluster Initiative che mira a rafforzare il settore della ricerca alimentare dell'UE e a fornire una spinta al suo vantaggio competitivo.

Parlando durante l'evento e citando i risultati generati dal progetto FOODRISC, la dott.ssa Monique Raats del Food, Consumer Behaviour & Health Research Centre presso la University of Surrey nel Regno Unito ha detto che la comunicazione alimentare deve trovare il giusto equilibrio tra informazioni sui benefici, vigilanza sui rischi e informazioni generali per i consumatori. FOODRISC ("Food Risk Communication. Perceptions and communication of food risks/benefits across Europe: development of effective communication strategies") è al lavoro per offrire ai consumatori le giuste informazioni di cui hanno bisogno sul rapporto rischi/benefici degli alimenti. Finanziato nell'ambito del tema "Prodotti alimentari, agricoltura e pesca, e biotecnologie" (KBBE) del 7° PQ con 2,97 milioni di euro, FOODRISC sta colmando le lacune lungo la catena informativa sugli alimenti.

In un altro evento riguardante gli alimenti, scienziati presso l'Università di Gand in Belgio hanno scoperto che la gente è molto preoccupata per la recente diffusione del mortale batterio enteroemorragico E. coli (EHEC), ma la fiducia nel governo aiuta ad attenuare le loro paure e incoraggia i cittadini a continuare a consumare prodotti freschi. I risultati derivano dal progetto VEG-I-TRADE ("Impact of climate change and globalisation on safety of fresh produce governing a supply chain of uncompromised food sovereignty"), che ha ottenuto una sovvenzione di 6 milioni di euro nell'ambito del tema KBBE del 7° PQ.

Intervistando 6132 partecipanti in un sondaggio nei siti web di 2 giornali belgi (Het Laatste Nieuws e De Morgen), i ricercatori hanno scoperto che oltre il 65 % dei lettori sono preoccupati, il 64,2 % ritiene che il rischio di contaminazione sia alto, il 56 % è diffidente, il 20 % è arrabbiato e circa il 33 % è spaventato. Oltre il 31 % ha detto che avrebbe ridotto il proprio consumo di prodotti freschi, mentre l'80 % pensa di lavare meglio la frutta e le verdure. Oltre il 50 % ritiene di essere in grado di prevenire da solo che si verifichi il rischio.

Da un punto di vista legato al sesso degli intervistati, le donne sono più preoccupate degli uomini. Si noti inoltre che i lettori più giovani (meno di 35 anni) erano più preoccupati per questo problema rispetto a quelli più anziani (35 anni e più). Si è scoperto che la fiducia nel governo è più forte nelle persone con meno di 24 e più di 65 anni. Coloro che hanno una fiducia molto bassa nel governo pensano di mangiare meno prodotti freschi.

I ricercatori affermano che le informazioni riguardanti ciò che ha innescato il batterio EHEC potrebbero influire in modo significativo su come le persone acquistano e consumano i prodotti freschi.
 

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