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Un arcobaleno all'orizzonte

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Amnesty Kids è un progetto rivolto alle scuole primarie e secondarie realizzato da Amnesty International, una delle principali organizzazioni non governative mondiali impegnata nella promozione e nella tutela dei diritti umani. Nell'ambito del progetto è stata esposta presso gli spazi della biblioteca comunale del XV Municipio di Roma una mostra fotografica dal titolo ”Un arcobaleno all'orizzonte”.

Autori del lavoro presentato al pubblico dal 15 dicembre, Roberto Bottoni e Adriano Gamberini, membri della sezione italiana di Amnesty.Il progetto Amnesty Kids si pone l'obiettivo di sensibilizzare i giovani sull'importanza assunta dai diritti umani e di sollecitare in loro lo sviluppo di un senso critico. Tale fine acquisisce un valore particolarmente rimarchevole specialmente in virtù dei principi sanciti dalla Convenzione sui diritti dell'infanzia. Quest'atto, approvato  dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989, non ha valore giuridico vincolante per i paesi firmatari, ma li impegna in maniera forte a tutelare il bambino in tutte le fasi della sua crescita, sia nella sfera fisica sia in quella psicologica. Soprattutto il testo ha introdotto un principio di notevole importanza nell'ordinamento giuridico internazionale, ossia l'idea che il bambino sia soggetto di diritti e non solo individuo che necessiti di tutela e protezione. Ma non è tutto. L'articolo 12 della Convenzione delle Nazioni Unite riconosce il diritto del bambino ad essere ascoltato in tutti i procedimenti giudiziari che lo riguardano, sancendo il dovere da parte degli adulti di tenere nella dovuta considerazione l'opinione del minore. Ciò ridisegna il ruolo del bambino garantendogli, oltre alla protezione di cui necessita, anche una differente dignità ed una libertà di espressione. Alla luce del nuovo ruolo assunto da parte dei bambini negli ordinamenti giuridici è plausibile ipotizzare anche una differente e maggiore partecipazione da parte del bambino alla battaglia per l'affermazione dei diritti umani in tutto il mondo.Ecco perchè il progetto di Amnesty Kids è così importante.Affinchè i minori possano far sentire la propria voce sulle problematiche che li riguardano, come ha stabilito la Convenzione del 1989, è necessario che questi sviluppino senso critico e siano forniti degli strumenti necessari per comprendere. Certamente la loro partecipazione al dibattito sui diritti umani non può che essere limitata e coadiuvata dall'aiuto degli adulti, ma non ne possono essere più esclusi. Amnesty Kids mira dunque a coinvolgere i bambini creando momenti in cui questi possano collaborare tra loro e confrontarsi.Per quanto concerne l'esposizione fotografica, ciascuno degli scatti esposti, tutti di grande intensità, ha inteso porre l'attenzione su una specifica problematica concernente la condizione del bambino nei differenti contesti geografici in cui i diritti sanciti dalla Convenzione per i diritti dell'infanzia sono violati.Così alcune immagini ritraggono bambini al lavoro nelle Filippine, bambini malnutriti in Mozambico e bambini di strada in Slovacchia.In particolare la mostra fotografica ha voluto raccontare la condizione dei bambini soldato in molte parti del pianeta. Questa pratica vergognosa vede negare ai minori il diritto ad essere tali, coinvolgendoli nei conflitti armati.Tale situazione si manifesta nonostante la partecipazione alla guerra sia stata proibita con uno specifico Atto da parte delle  Nazioni Unite nel 2000 con il Protocollo Opzionale alla Convenzione sui diritti dei bambini, concernente il coinvolgimento dei minori nei conflitti armati.La promulgazione di un Atto ad-hoc manifesta una crescente preoccupazione per una tragica evoluzione del diritto internazionale della guerra e delle norme del diritto internazionale umanitario relative. Una violazione su cui non è possibile soprassedere e su cui è necessario un impegno forte da parte delle istituzioni nazionali ed internazionali, come pure della società civile. L'impegno di questi soggetti deve garantire ai minori prima di tutto gli strumenti di sopravvivenza come il cibo, il vestiario e le cure mediche. Successivamente deve assicurare loro servizi scolastici adeguati, che mettano gli stessi in condizione di poter crescere umanamente ed intellettualmente acquisendo gli strumenti necessari per costruirsi un futuro da individui liberi.Ciò si rende indispensabile al fine di raggiungere quei risultati che le Nazioni Unite si sono prefisse e che hanno esplicitamente indicato nelle Considerazioni che precedono il testo della Convenzione dei diritti dei bambini. Tali obiettivi prevedono che il bambino venga preparato ad avere una  vita individuale nella società, educandolo nello spirito degli ideali proclamati nella Carta, in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà.  

 Giangrande Fabrizio 

Flash News

SCOPERTO UN RITRATTO DI PREGEVOLE FATTURA NASCOSTO SUL RETRO DI UN QUADRO DI ELICA BALLA DURANTE LA PREPARAZIONE DELLA MOSTRA “ELICA BALLA, L’ARTE IN TEMPO DI GUERRA”

 

Eccezionale scoperta di un ritratto nascosto sul retro di un quadro di Elica Balla. Potrebbe trattarsi di un dipinto di Giacomo Balla.

 

Conferenza Stampa giovedì 18 aprile 2019 ore 11.00

Sala conferenze - Casa della Memoria e della Storia

 

Mentre l'équipe del prof. Stefano Ridolfi studiava alcune opere per la mostra “Elica Balla, l’arte in tempo di guerra”, sul retro di una di esse veniva alla luce un ritratto di pregevole valore.

Lo studio, effettuato tramite indagini scientifiche non invasive utilizzando strumentazione di alta tecnologia innovativa, ha permesso di evidenziare anche altre opere celate dietro le tele di Elica Balla.

In particolare, dagli studi effettuati sul quadro “Campagna romana” dipinto nel 1936 da Elica all'età di 22 anni, è emerso sul retro un ritratto raffigurante un uomo mentre scrive a macchina con un curioso gioco di sovrapposizione delle dita, che ricorda vagamente “le mani del pianista” di Giacomo Balla e ancora più in profondità un altro ritratto di un personaggio più anziano.

 

Per tale motivo si è iniziato un restauro di una delle due opere che, a causa dei tempi tecnici della mostra, non è ancora terminato. L'opera, non ancora studiata dagli specialisti del settore, allo stato attuale delle conoscenze è di incerta attribuzione, considerando che la casa-studio di Balla era frequentata e visitata da una moltitudine di artisti.

 Questa vicenda ha motivato i curatori della mostra ad illustrare, attraverso immagini e relative spiegazioni, il lavoro scientifico che ha permesso la scoperta dell'inaspettato quadro e la rimozione della pellicola pittorica che ne celava l'esistenza e ora ne restituisce, attraverso un attento lavoro di pulitura, la visibilità.

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