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Terremoto de L'Aquila: il suolo si è spostato di 15 centimetri

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Terremoto de L’Aquila: gli interferogramma dell'area del sisma. I dati COSMO-SkyMed mostrano come il terreno dell'area si sia spostato fino a 15 cm

Interferogramma
Interferogramma dell'area del sisma che ha colpito l'Abruzzo
Il primo interferogramma dell’area colpita dal sisma abruzzese è stato ottenuto, nell'ambito della collaborazione tra Agenzia Spaziale Italiana e Dipartimento della Protezione Civile, utilizzando i dati del sistema satellitare COSMO-SkyMed processati dall’Istituto IREA-CNR.

Il secondo, sempre da dati CoSMO SkyMed, è stato processato da EGEOS, società ASI/Telespazio.
Entrambi gli interferogramma si basano su immagini di una stessa zona geografica acquisite con gli stessi angoli di vista, in tempi diversi, allo scopo di misurare, mediante l'utilizzo di algoritmi specifici, deformazioni della superficie terrestre e sono ottenuti a partire da due acquisizioni effettuate dai satelliti di COSMO-SkyMed il 23 marzo (quindi prima del sisma) e l’8 aprile.

 Nelle immagini (qui sovrapposta, per facilitarne la lettura, alla localizzazione dell'area in  GoogleEarth) sono visibili diverse frange colorate: ogni frangia completa (costituita da una successione di colori dal giallo al blu) corrisponde a uno spostamento del terreno di 15 mm causato dal sisma. 
Nell'area affetta dalle maggiori deformazioni sono state rilveate circa dieci frange, corrispondenti a circa 15 cm di spostamento del suolo.


Link:

ASI
http://www.asi.it/it/news/terremoto_de_laquila_gli_interferogramma_dellarea_del_sisma

Flash News




Una crisi globale come quella della plastica ha bisogno di una risposta globale ma al momento non esiste alcun trattato internazionale che affronti questo problema al livello mondiale e transfrontaliero. Per questo è partita oggi una Petizione promossa dal WWF in tutti i paesi dove è presente l’Associazione: l’invito è rivolto ai cittadini del mondo perché chiedano ai capi di stato di stipulare un Global Deal giuridicamente vincolante fra Paesi delle Nazioni Unite per fermare la dispersione di plastica in natura entro il 2030.

E’ il primo passo di una campagna globale del WWF e in Italia sono in programma nel 2019 numerosi appuntamenti di sensibilizzazione, tutti sotto il segno di una Natura #PLASTICFREE.

Senza provvedimenti, entro il 2050, nei mari del mondo ci sarà più plastica che pesce e il Mediterraneo rappresenta un’area trappola con livelli record di inquinamento da microplastiche che minacciano la vita marina e la salute umana.
Ecco alcuni numeri dell’emergenza: 95%, è la percentuale di plastica contenuta nei rifiuti del Mar Mediterraneo che soffoca habitat e specie; 1,25 milioni di frammenti per km2 è la concentrazione record di microplastiche nel Mediterraneo, quasi 4 volte superiori a quelle registrate nell’isola di plastica del Pacifico settentrionale; oltre il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica è dovuto alla plastica; 134, sono le specie vittime di ingestione da plastica nel Mediterraneo (tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede); l’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo; 2,1 sono i milioni di tonnellate di imballaggi di plastica consumati ogni anno dagli italiani.

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