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Dannosa ruggine del grano

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In data 12-04-2007
Fao Comunicato Stampa

Anno 4
Edizione Aprile 2007

Dannosa ruggine del grano si sta diffondendo dall’Africa allo Yemen
Creata una partnership per monitorare ed evitare l’ulteriore diffusione del pericoloso fungo

 – Un nuovo e virulento fungo che attacca molte varietà di grano si è propagato dall’Africa orientale allo Yemen, nella Penisola Arabica, ha reso noto oggi la FAO.

 

La ruggine dello stelo (Puccinia graminis), detta anche ruggine nera del grano, è in grado di causare gravi danni alle coltivazioni e distruggere interi campi di grano. Si stima che almeno l’80 per cento di tutte le varietà di grano piantate in Asia ed in Africa siano soggetti a questo ceppo. Le spore della ruggine del grano vengono trasportate dal vento per lunghe distanze, attraverso interi continenti.


“La produzione mondiale di grano potrebbe essere messa a repentaglio se la ruggine dello stelo dovesse arrivare nei maggiori paesi produttori”, ha detto il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf.

 

“Il fungo può diffondersi molto rapidamente ed ha il potenziale di causare un’epidemia mondiale alle colture con perdite per parecchi miliardi di dollari. Questo a sua volta porterebbe ad un aumento dei prezzi del grano e a penuria alimentare a livello locale e regionale. I paesi in via di sviluppo che dipendono dal grano e non dispongono di varietà resistenti potrebbero essere colpiti molto duramente”, ha aggiunto Diouf.

 

La FAO si è unita all'Iniziativa Globale contro le Ruggini (GRI, l’acronimo inglese), un consorzio internazionale per combattere la diffusione delle ruggini nel mondo guidato dal Centro Internazionale per la Ricerca Scientifica nelle Zone Aride (ICARDA) e dal Centro Internazionale per il Miglioramento del Mais e del Grano (CIMMYT). Il Canada, gli Stati Uniti e l’India sono i donatori principali del GRI.

 

Questo nuovo agente patogeno è apparso inizialmente in Uganda nel 1999 ed è per questo motivo stato chiamato Ug99, ma ha colpito anche il Kenya e l’Etiopia.

 

Una recente missione FAO ha confermato che l’Ug99 ha colpito le coltivazioni di grano dello Yemen. Sembra inoltre che il ceppo Ug99 trovato nello Yemen sia già più virulento di quello presente in Africa Orientale. Campioni sono stati mandati negli USA ed in Canada per ulteriori analisi. C’è il rischio concreto che la malattia possa anche diffondersi in Sudan.

 

Le epidemie precedenti

 

Malattie e parassiti transfrontalieri trasportati dal vento possono causare danni gravissimi alle coltivazioni. Alla fine degli anni ’80, un ceppo virulento di ruggine gialla, una malattia del grano simile alla ruggine dello stelo, è apparsa in Africa Orientale ed ha poi attraversato il Mar Rosso per raggiungere lo Yemen. Dopo di che si è spostato in Medio oriente, in Asia Centrale, arrivando a raggiungere in quattro anni i campi di grano dell’Asia meridionale. Le grandi epidemie di ruggine gialla hanno comportato perdite superiori al miliardo di dollari.

 

Sulla base dell’esperienza fatta monitorando gli spostamenti delle locuste del deserto, la FAO non esclude che i venti possano trasportare le spore dell’Ug99 dallo Yemen verso nord, lungo il Mar Rosso, sino all’Egitto, o attraverso la Penisola arabica verso i paesi del Vicino Oriente.

 

In allerta

 

La FAO sollecita i paesi colpiti e quelli a rischio ad incrementare la sorveglianza. In particolare lo Yemen dovrebbe stare in allerta ed intensificare il monitoraggio e prepararsi a possibili interventi di controllo diretto nei punti più critici. Come misura di controllo si dovrebbero introdurre varianti di grano più resistenti e restringere le nuove semine per rompere il ciclo della malattia.

 

La FAO, l’ICARDA ed il CIMMYT aiuteranno i paesi a sviluppare varietà resistenti, a produrre sementi immuni, a migliorare il livello di protezione fitosanitaria nazionale, a sviluppare le selezioni vegetali e ad approntare piani di contingenza.


Flash News




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E’ il primo passo di una campagna globale del WWF e in Italia sono in programma nel 2019 numerosi appuntamenti di sensibilizzazione, tutti sotto il segno di una Natura #PLASTICFREE.

Senza provvedimenti, entro il 2050, nei mari del mondo ci sarà più plastica che pesce e il Mediterraneo rappresenta un’area trappola con livelli record di inquinamento da microplastiche che minacciano la vita marina e la salute umana.
Ecco alcuni numeri dell’emergenza: 95%, è la percentuale di plastica contenuta nei rifiuti del Mar Mediterraneo che soffoca habitat e specie; 1,25 milioni di frammenti per km2 è la concentrazione record di microplastiche nel Mediterraneo, quasi 4 volte superiori a quelle registrate nell’isola di plastica del Pacifico settentrionale; oltre il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica è dovuto alla plastica; 134, sono le specie vittime di ingestione da plastica nel Mediterraneo (tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede); l’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo; 2,1 sono i milioni di tonnellate di imballaggi di plastica consumati ogni anno dagli italiani.

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