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Giochi Olimpici 2008: quando la tecnologia sale sul podio

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Il nuoto trionfa alle Olimpiadi di Pechino. Merito degli atleti…ma quanto conta la tecnologia per vincere?

Gli Stati Uniti, con 100 medaglie vinte, si sono aggiudicati il secondo posto nella XXIX edizione dei Giochi Olimpici di Pechino. Le olimpiadi di quest’anno sono state all’insegna del nuoto, grazie allo strepitoso successo ottenuto dall’atleta americano Michael Phelps, soprannominato “il cannibale di Baltimora”, che ha collezionato otto ori olimpici.


Nelle competizioni olimpiche, sconfitte e trionfi si giocano sul filo dei millesimi di secondo; tutti noi sappiamo quanto sia importante la preparazione atletica, ma forse non tutti sanno quanto conta la tecnologia per il raggiungimento di traguardi sempre più difficili.

Qual è il segreto che ha permesso agli Stati Uniti di sbaragliare i concorrenti nelle ultime Olimpiadi? Si tratta di tecnologie spesso top secret, sviluppate nei laboratori di centri di ricerca all’avanguardia, dove vengono sperimentati metodi innovativi di misurazione dei fluidi per migliorare la potenza delle bracciate dei nuotatori e “rubare” i preziosi secondi che separano gli atleti dal podio.

Come spiega il professor Timothy Wei, presidente del dipartimento di ingegneria meccanica, aerospaziale e nucleare del Rensselaer Institute di New York, le ricerche sulla misurazione dei fluidi hanno permesso di acquisire informazioni fino a poco tempo fa inimmaginabili su come il nuotatore interagisce con l’acqua, migliorando notevolemente le prestazioni degli sportivi.

Mentre in passato gli allenatori usavano sistemi informatici di simulazione per monitorare i propri atleti, Wei ha sviluppato una tecnica di misurazione all’avanguardia, modificando opportunamente e combinando insieme strumenti derivati dalla ricerca aerospaziale con una tecnica di misurazione dei flussi nota come Digital Particle Image Velocimetry (DPIV), che consente di rilevare le prestazioni dell’atleta in tempo reale.
Il segreto – secondo Wei – consiste nel capire come si muove l’acqua. La nuova tecnica, ad esempio, permette di calcolare in maniera accurata la quantità di energia utilizzata dal nuotatore e il modo in cui questa forza viene esercitata sull’acqua.

L’idea di Wei ha preso corpo nel 2007, quando sono stati condotti i primi test. Da allora, gli atleti della nazionale di nuoto degli Stati Uniti si sono allenati mettendo in pratica le sue tecniche.


Link consigliati:
www.rpi.edu

Veronica Rocco

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20/04 - 17/06/2018
Museo di Roma in Trastevere

Al Museo di Roma in Trastevere l’artista argentina Gloria Argelés riflette sulla nostra Babele contemporanea

La mostra, a cura di Manuela Evangelista, espone 30 opere realizzate con tecniche diverse tra il 2000 e il 2018 Museo di Roma in Trastevere 20 aprile - 17 giugno 2018 Roma, aprile 2018. Le 30 opere della mostra di Gloria Argelés, “BABELE”, realizzate tra il 2000 e il 2018 utilizzando tecniche diverse, sculture di legno, rete metallica, rilievi in carta e disegni sono la riflessione dell’artista argentina sulla nostra Babele contemporanea, la storia del Novecento e sul disagio dl questo inizio di secolo. Al contempo sono espressione della sua poetica. La mostra, dal 20 aprile al 17 giugno al Museo di Roma in Trastevere, è
promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Manuela Evangelista. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Si possono percorrere gli spazi della mostra cominciando da i cinque ritratti, (ombre da rete metallica), di personaggi che rievocano il pensiero del secolo scorso (Arendt, Freud, Gandhi, Mao, Marx), come fosse un’archeologia che si trasporta nel contemporaneo. La visione di Gloria Argelés, però si concretizza in maniera evidente nell’installazione di ombre e rete che raffigura la Torre di Babele, simbolo nella sua iconografia, della caduta del potere e dell’origine del caos. Ombre di gente in fuga, costretta all’abbandono della propria identità, s’intravedono in mezzo a opere come Buenos Aires, con un velato riferimento agli anni della dittatura militare, o New York tra i cui grattacieli tratteggiati con la rete metallica spiccano due rettangoli vuoti, le Twin Towers, esplicito simbolo della tragedia dei nostri tempi.

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