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Ulteriore, prestigioso riconoscimento per l’Università di Bari

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Il Center for World University Rankings (CWUR), istituzione dell’Arabia Saudita, pubblica annualmente una classifica delle Università; nel 2017 per la prima volta è stata predisposta una classifica per i migliori dieci Atenei in diversi campi di ricerca utilizzando degli indicatori bibliometrici desunti dalla banca dati di Clarivate Analytics (in precedenza Thomson-Reuters).

La presenza degli Atenei italiani in queste classifica è alquanto limitata, si nota la prevalenza delle Università del mondo anglosassone e dell’Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea del Sud), e nel settore scientifico della Psicologia speciale l’Università di Bari, unico Ateneo italiano in graduatoria in tale ambito scientifico, si colloca al quarto posto nel Mondo a pari merito con la Louisiana State University (USA).

Si tratta sicuramente di un importante riconoscimento per il nostro Ateneo e per il Dipartimento di Scienze della formazione, psicologia e comunicazione.

Link utili:

Sito del CWUR - http://cwur.org/

Classifiche dei settori - http://cwur.org/2017/subjects.php

Metodologia - http://cwur.org/methodology/subject-rankings.php

Classifica di Pedagogia speciale (Education special) - http://cwur.org/2017/subjects.php#Education,%20Special

 

Flash News

 

Ma ci sono anche due buone notizie: la legge salva-cetacei entra in vigore in Francia
mentre alcune navi battenti bandiera italiana adottano sistema anticollisione

Cetacei a rischio, in particolare le balenottere comuni che nuotano nel Mediterraneo: il WWF lancia l’allarme sull’impatto del traffico marittimo nel mare nostrum per le grandi specie marine. Ogni anno, secondo il WWF la media dei grandi mammiferi marini uccisi dalle collisioni con le navi è di 40 esemplari l’anno*. Le cause della morte di almeno la metà delle balenottere comuni (Balaenoptera physalus) che vengono ritrovate colpite risalgono alla collisione con le navi: le aree "a rischio" sono quelle in cui si sovrappone un intenso traffico marittimo e la presenza regolare di grandi cetacei. Con un tasso di crescita del 3-4% l'anno, il traffico marittimo nel Mediterraneo è quasi raddoppiato dal 2002 e continuerà ad aumentare. Un impatto non sostenibile che concentra in uno specchio d’acqua, pari allo 0,32% del volume totale di tutti gli oceani del mondo, il 19% del traffico mondiale e allo stesso tempo ospita il 7,5% di tutte le specie marine del pianeta. Il tasso di crescita del traffico marittimo fa aumentare il rischio di collisione nel Santuario Pelagos** , la più grande area protetta del Mediterraneo condivisa tra Italia, Principato di Monaco e Francia dove è più abbondante la presenza dei cetacei e l'intensità dei servizi turistici destinati alla Corsica e alla Sardegna.

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