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Sorprese floristiche al Parco del Gran Sasso - Laga

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Le novità emerse dal meeting dei botanici italiani al Centro Floristico dell’Appennino

 In quanto a novità floristiche il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga – l’area protetta europea con il maggior numero di piante censite -  non delude mai. E' di oggi la notizia del ritrovamento di un Giunco rarissimo sull'Appennino e mai più segnalato dal 1894, di un Nontiscordardimé e di un Tarassaco nuovo per l'Abruzzo  (nuovo limite meridionale del suo areale), più altre novità e soprattutto due specie da approfondire che sembrerebbero piante nuove per la scienza. Tutte specie che vanno ad incrementare ed impreziosire la lista delle 2364 specie censite nel Parco, in base all'ultimo lavoro pubblicato dai botanici del Centro Ricerche Floristiche dell'Appennino, che l’Ente Parco gestisce in collaborazione con l'Università di Camerino.


Gli importanti ritrovamenti sono stati effettuati da una task force di 14 botanici professionisti, ricercatori e professori provenienti dalle principali Università italiane (Genova, Torino, Roma, Camerino, Pisa, Firenze)  aderenti al Gruppo di Floristica della Società Botanica Italiana, che si sono dati appuntamento a San Colombo di Barisciano, sede del CRFA, per identificare i reperti raccolti sul Gran Sasso settentrionale durante l'escursione del giugno dello scorso anno.


Il Gruppo di Floristica è impegnato da anni nel compito di colmare le lacune di conoscenza ed esplorazione del territorio italiano. I dati raccolti verranno pubblicati su riviste accreditate e trasmessi agli Enti cui compete la valorizzazione e la tutela del territorio e delle emergenze ambientali.

 

Flash News


Navic Torrejones vistas sin escala trans

 

Adrián Pablos, investigador del Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana (CENIEH), ha codirigido junto con Nohemi Sala la primera Campaña de Excavaciones del CENIEH en el yacimiento de la Cueva de los Torrejones (Tamajón, Guadalajara) donde se han encontrado restos fósiles de Homo sapiens, así como de macrofauna y microfauna. Esta Campaña, desarrollada durante la primera semana de septiembre, ha permitido conocer la secuencia sedimentaria y la estratigrafía de la cueva en las diferentes catas realizadas anteriormente, a la vez que recuperar nuevos fósiles, cuyo estudio hará posible ofrecer en los próximos meses un contexto cronológico, bioestratigráfico, taxonómico, tafonómico y geológico asociados a los humanos del Paleolítico superior en la Meseta.

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