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Andromeda accende la luce su Pechino

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Andromeda accende la luce su Pechino, tra arte e design, si inaugura il Klubb Rouge
Dalla collaborazione tra Imaad Rahmouni e Andromeda nasce un lounge restaurant che caratterizzerà le notti olimpiche della capitale cinese

Anteprima mondiale delle prime immagini del Klubb Rouge, l’atteso ristorante dell’astro nascente del design Imaad Rahmouni, che aprirà a Pechino per animare le notti olimpiche.
Il locale si caratterizza per un grande spazio lungo 46m e occupato, nella sua parte centrale, da un lungo bancone di 18 metri, sovrastato da una vera e propria installazione: una cascata di vetro e luce realizzata da Andromeda.

Un’opera di illuminazione decorativa dalle caratteristiche tecniche ed estetiche senza precedenti: 650 sfere irregolari in vetro di Murano soffiato e sagomato a mano libera, disposte su 4 file composte da 22 calate ciascuna, per un totale di 88 (nel rispetto della numerologia cinese che vede nell’8 un numero di buon auspicio). Una presenza, che occupa una superficie complessiva di 82 metri quadri e caratterizza in modo assoluto il locale, devenendone elemento iconografico e identitario.
L’esclusiva manifattura artigianale del vetro è accompagnata da tecnologia illuminotecnica di ultima generazione: 8000 Led e 250 faretti alimentati da fibre ottiche garantiscono una illuminazione diffusa e suggestiva.
Il colore rosso, che caratterizza il concept del lounge nel suo insieme e ne determina anche il nome, è l’assoluto protagonista di questa opera. Le sfere assumono una intensità e trasparenza diversa in relazione allo spessore del vetro, modellate singolarmente in dimensioni e forme adatte a creare un gioco di prospettive e rimandi.
Per tutta la vibrante estensione dell’opera, le sfere si specchiano su una placca di acciaio che riflette ed espande l’effetto cromatico, dall’alto al basso. La luce stimola un’accattivante effetto di tridimensionalità contribuendo a determinare una immersione esperienziale nel colore rosso.
Sviluppato sulla base del general concept di Rahamouni, questo progetto è un esempio di perfetto dialogo e complicità tra designer e creatore ed ha visto Andromeda esprimersi al più alto livello. Nei laboratori di Murano è stata infatti condotta interamente sia la ricerca creativa che lo sviluppo delle soluzioni tecniche.

www.andromedamurano.it

Flash News

Foto di  L.Biancatelli

 

L'idea è dell'artista toscana Laura Rovida, la loro vendita aiuterà a finanziare i progetti di conservazione delle Oasi WWF della Maremma

Sono stati raccolti dai volontari in occasione delle giornate di pulizia organizzate dal WWF nell’ambito della campagna spiagge plastic free sull’arenile antistante l’Oasi di Burano (Capalbio), grazie alla fantasia della creativa Laura Rovida, sono stati avviati a nuova vita. I “misteriosi” dischetti di plastica che per alcuni giorni hanno invaso il litorale tirrenico (poi riconosciuti come filtri di depuratore provenienti dal fiume Sele) non sono finiti nella spazzatura ma sono divenuti oggetti di arte del riciclo.
Il risultato? Una simpatica spilla, conservata all'interno di una piccola custodia anch’essa frutto di materiali di recupero.
Autrice la designer tessile toscana Laura Rovida: “Dopo averne raccolti tantissimi, vista la mia propensione al riutilizzo, ho pensato di dar loro una nuova vita. La loro struttura a rete mi ha ricordato la struttura tessile dei tessuti garzati, dunque la cosa piu' naturale era ricamarci. E ho pensato subito al fenicottero rosa, la mia grande passione, la cui silouette ho riprodotto su ogni dischetto, ricamata in seta. Poi ho contattato Fabio Cianchi responsabile delle Oasi WWF della Maremma e abbiamo avviato insieme il progetto”. La stessa confezione che contiene le spille è a sua volta realizzata da un altro prodotto di scarto: il rotolo interno di carta igienica e/o o carta assorbente da cucina. “Volevamo lanciare un messaggio di coerenza e sollevare un altro tema spinoso: quello del packaging”, conclude Laura Rovida.

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