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WWF: “addio al vecchio pino del Golfo di Sorrento”

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 Lo storico e secolare esemplare arboreo di Pinus pinea, di Villa La Terrazza non c’è più. 130 anni, 12 metri di altezza e 332 centimetri di circonferenza non sono bastati a salvare  uno degli ultimi grandi esemplari di pino domestico presenti sul costone tufaceo della città di Sorrento. La denuncia è del WWF che sottolinea la stridente coincidenza dell’evento con l’Anno internazionale delle Foreste proclamato dall’ONU.     I motivi del disseccamento non sono ancora chiari: certo è che i recenti interventi antropici sul terreno sottostante non hanno sicuramente giovato alla salute dell’albero, se si aggiungono poi le drastiche potature praticate 6 anni fa è evidente da cosa possa essere derivata la forte riduzione della capacità di fotosintesi della pianta.   In questi giorni, dichiarato morto con un’ordinanza di abbattimento esecutiva dagli uffici comunali, il pino è stato “fatto a pezzi” (come mostra la gallery fotografica realizzata dal WWF) da una ditta di esperti tree-climbers di Teramo. Un nuovo esemplare verrà piantato, secondo la normativa vigente, e sostituirà il ruolo e le funzioni, anche paesaggistiche del suo predecessore.   Il WWF intervenuto sul posto durante il taglio ha recuperato una sezione circolare del tronco. “Questa fetta di legno che per molti potrebbe venir usata come elemento decorativo - racconta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – rappresenta invece un reperto importantissimo e unico per poter effettuare ricerche appropriate. La lettura degli anelli di accrescimento dell’albero ci racconterà, infatti, la storia non solo dell’albero ma anche dell’ambiente circostante”.   Il pino, immortalato in tante sequenze cinematografiche e nelle classiche cartoline, era stato piantato dal Barone Maximilian Von Gunderròde di Francoforte nei primi del ‘900 sulla terrazza di Villa Nardi (ora Villa La Terrazza) e per oltre un secolo era stato il simbolo di quel tratto di costa meraviglioso e conosciuto in tutto il mondo.Proprio in questi giorni il WWF ha inaugurato il 2011 con una campagna sulle aree forestali, tra le più preziose e fragili al mondo, che ospitano anche specie uniche e vulnerabili come l’orango. Per info e per aderire, www.wwf.it/foreste

Flash News

La manifestazione a Roma - alle 18 di fronte Montecitorio (spazio antistante obelisco) appuntamento con la stampa e possibilità di foto e riprese della simbolica nuvola di Co2


Mercoledì 27 settembre a Roma il WWF scende in piazza contro il carbone con una manifestazione molto particolare che farà transitare dalla sede dell’Associazione a Montecitorio, passando per il ministero dello Sviluppo economico in via Veneto, una nuvola simbolica di Co2. La partenza è prevista dalla sede nazionale del WWF in Via Po alle ore 16:30, una mobilitazione per dire Stop al carbone in Italia entro il 2025. Un grande nuvola simbolica di CO2, composta da 1000 palloncini neri, si muoverà per le strade centrali di Roma, passando per il Ministero delle Attività Produttive in Via Veneto, Piazza Barberini, via Del Corso e Montecitorio, dove 18 l’Associazione del Panda farà un punto con la stampa. I 1.000 palloncini neri con la scritta Stop Carbone, saranno la traduzione della quantità di CO2 emessa in una sola frazione di secondo da una centrale a carbone come quelle di Civitavecchia o di Brindisi, che ogni secondo libera circa 400kg di CO2. Una richiesta di forte attenzione in giorni importantissimi per le scelte energetiche del Paese. Il governo nelle prossime settimane pubblicherà la Strategia energetica nazionale, con la quale si deciderà la traiettoria energetica dell’Italia per almeno i prossimi 20 anni. Per la prima volta si sta prendendo in esame la possibilità di una chiusura delle centrali a carbone, ma nella proposta del Governo si delineano gli scenari senza operare una scelta chiara e, quindi, la data effettiva dello stop. Per il WWF Italia, la chiusura deve avvenire entro il 2025, in linea con altri Paesi europei, dicendo addio ad una fonte fossile causa in Italia di circa 8 morti a settimana e di una spesa sanitaria annua calcolata di 1,4 miliardi di euro.

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