WWF: A FUKUSHIMA COME A CERNOBYL LE GRAVI CONSEGUENZE DEL NUCLEARE
Sulla vicenda di Chernobyl l’esperto Sergio Ulgiati, professore di Chimica dell’Università Parthenope di Napoli e membro del Comitato scientifico del WWF, ribadisce le difficoltà della messa in sicurezza dell’impianto. “Il reattore di Chernobyl ha sempre emesso radiazioni attraverso le crepe del sarcofago usato per ricoprirlo. Ci sono voluti 2 anni per costruirlo – spiega Ulgiati -. Poi è stato degradato dal calore prodotto dal decadimento di radiazioni avvenute al suo interno in questi 25 anni e ora bisognerà ricoprirlo con un nuovo sarcofago. Gli stessi tempi sono prevedibili per quello da utilizzare per l’impianto di Fukushima: anche se i tecnici della Tepco hanno dichiarato che ci vorranno 9 mesi per costruire la rivestitura per il reattore giapponese, è invece possibile immaginare che, come per la centrale di Chernobyl, ci vorrà un periodo di 1 o 2 anni, in seguito al quale il sarcofago sarà soggetto allo stesso processo di degradazione subito da quello usato per il reattore di Chernobyl con la conseguente necessità di nuove azioni per la messa in sicurezza, anche a distanza di anni’’.


