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Riproduzione assistita

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Riproduzione assistita: scelta sempre più condivisa in molti Paesi. Ma i dubbi restano

Che rapporto hanno i cittadini delle società avanzate con la riproduzione assistita? La domanda è al centro di un'ampia indagine condotta quest'anno dalla fondazione BBVA di Barcellona.

Il secondo studio internazionale di biotecnologia ha realizzato circa 22.500 interviste a persone dai diciotto anni in su in 12 nazioni europee [1], Stati Uniti, Giappone e Israele per scoprire quali sono le opinioni prevalenti in materia di infertilità.
 
La maggior parte degli intervistati è convinta che le tecniche di riproduzione assistita, e in particolare la fecondazione in vitro, siano una soluzione assolutamente accettabile per le persone che hanno problemi di infertilità; il consenso, infatti, supera i 7 punti in una scala da 0 a 10. L'approvazione, invece, diminuisce nettamente (al di sotto dei tre punti in quasi tutti i Paesi) quando la fertilizzazione in vitro degli embrioni viene associata alla possibilità di scegliere il sesso del nascituro.

La diagnosi genetica preimpianto (DGP), una tecnica che consente di selezionare gli embrioni coltivati in vitro che dovranno essere impiantati nell'utero materno, suscita opinioni contrastanti: è considerata accettabile in tutti i Paesi, Spagna in testa, come strumento per selezionare un embrione sano, ma non riscuote consensi se vista come un metodo per scegliere il sesso del bambino.

Per sondare l'atteggiamento generale nei confronti delle tecniche di riproduzione assistita, i ricercatori hanno chiesto ad ogni intervistato quali delle seguenti opzioni avrebbe consigliato ad una coppia con problemi di fertilità: 1) il ricorso alla fecondazione assistita o a tecniche in vitro; 2) l'adozione; 3) accettare l'idea di non poter avere figli. Mentre la terza opzione - restare senza figli - è stata scartata da quasi tutti i partecipanti, le prime due scelte hanno registrato posizioni molto diversificate a seconda del paese di appartenenza. Olanda, Svezia, Francia, Danimarca, Israele e Repubblica Ceca e Spagna preferiscono ricorrere ai metodi di fecondazione assistita, mentre in Germania, Austria, Italia, POlonia e Stati Uniti prevale la scelta dell'adozione.

Note:

[1]  Germania, Danimarca, Spagna, Francia, Irlanda, Italia, Olanda, Polonia, Gran Bretagna, Svezia, Austria, Repubblica Ceca.

Link:
BBVA Foundation
International Study: Attitudes towards Assisted Reproduction and Preimplantation Genetic Diagnosis

http://www.fbbva.es/TLFU/tlfu/ing/comunica/notas/fichanota/index.jsp?codigo=436

Emma Bariosco

Flash News

 

 
26/03 - 18/10/2019
Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali

La mostra presenta reperti in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) provenienti da importanti istituzioni cinesi.

L’Esposizione è realizzata sotto la guida dell’Ufficio Provinciale della cultura del Sichuan e patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. L’intento della mostra è far conoscere i tratti evocativi della cultura del popolo Shu, raccontata attraverso i suoi oggetti più significativi, come le misteriose maschere in bronzo provenienti dagli scavi archeologici del sito di Sanxingdui.

Un percorso straordinario nella vita sociale e nel mondo spirituale dell’antico popolo Shu, che proprio su questa terra nel sud-ovest della Cina ha creato una civiltà unica. Saranno esposte eccezionali opere in bronzo, oro, giada e terracotta – databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) – rinvenute nei siti di Sanxingdui e Jinsha (solo per citarne alcuni) e provenienti da importanti istituzioni cinesi come il Museo di Sanxingdui, il Museo del Sito Archeologico di Jinsha, il Museo del Sichuan, il Museo di Chengdu, l’Istituto di ricerca di reperti e archeologia di Chengdu, il Museo di Mianyang, il Museo Etnico Qiang della Contea di Mao.

Come le origini di Roma sono state legate al Tevere, così la nascita del popolo di Shu è stata segnata dallo scorrere dello Yangtze, il Fiume Azzurro. Il Fiume Azzurro costituisce il filo conduttore della mostra ed è significativamente tracciato sull’installazione dorata ispirata a un dragone cinese che invaderà lo spazio centrale della Grande Aula, accogliendo i visitatori. Questo e altri effetti scenografici potenziati dal contesto monumentale dei Mercati di Traiano esalteranno gli straordinari reperti, che per la prima volta sono presentati in un’esposizione così estesa in Europa, ora a Roma dopo la tappa di Napoli.

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