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Scienziati finanziati dall'UE sviluppano nuovi approcci per combattere l'Alzheimer

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Una diagnosi più precoce del morbo di Alzheimer è un passo più vicina grazie a un team di ricercatori finanziati dall'UE che ha sviluppato nuovi approcci per misurare i biomarcatori per la diagnostica e un sofisticato sistema per integrare le informazioni in modo analitico. Questo sistema, che offre ai ricercatori un metodo oggettivo per misurare lo stato di un paziente, è un risultato del progetto PREDICTAD ("From patient data to personalised healthcare in Alzheimer's disease") che è sostenuto con 2,89 Mio EUR nell'ambito del Tema "Tecnologie dell'informazione e della comunicazione" (TIC) del Settimo programma quadro (7° PQ).

"Lo scopo di PREDICTAD è quello di sviluppare un indicatore obiettivo per diagnosticare il morbo di Alzheimer il prima possibile," ha detto il dott. Jyrki Lötjönen del Centro di ricerca tecnologica finlandese VVT, coordinatore scientifico del progetto. "Le attuali linee giuda diagnostiche sottolineano l'importanza di vari biomarcatori nella diagnostica. Abbiamo sviluppato nuovi approcci per estrarre biomarcatori da dati di diagnostica per immagini, dati elettrofisiologici e campioni di sangue e uno strumento software unico e clinicamente utile per integrare tutte queste misurazioni eterogenee." PREDICTAD è stato lanciato nel 2008 e si concluderà a novembre 2011.

Una delle più comuni caratteristiche del morbo di Alzheimer è l'atrofia del lobo mediotemporale. Gli esperti usano la risonanza magnetica per misurare questa perdita di tessuto. Le immagini sono attualmente interpretate principalmente solo attraverso l'ispezione visiva; delle misurazioni oggettive sono però essenziali.

I partner di PREDICTAD hanno soddisfatto questa esigenza sviluppando una serie di metodi. "Lo strumento PREDICTAD fornisce una nuova opzione per aiutare il processo decisionale," dice il professor Hilkka Soininen dell'Università della Finlandia orientale, che è a capo della convalida clinica del progetto.

Commentando i risultati ottenuti, uno dei partner di PREDICTAD, il professor Daniel Rueckert dell'Imperial College di Londra nel Regno Unito, dice: "Siamo riusciti a sviluppare uno strumento efficace per misurare le dimensioni dell'ippocampo, il tasso di atrofia dell'ippocampo e due metodi moderni basati sul confronto dei dati dei pazienti con casi diagnosticati in precedenza e disponibili in grandi database."

Il consorzio di PREDICTAD, che è formato da ricercatori e uomini d'affari di Danimarca, Italia, Finlandia, Regno Unito e Svezia, sta studiando anche un'altra tecnologia di imaging chiamata tomografia a emissione di positroni (PET). Il team sostiene che un nuovo elemento tracciante creato specificamente per la diagnostica dell'Alzheimer ha le potenzialità per aiutare gli esperti a diagnosticare questa malattia debilitante nelle sue prime fasi.

La ricerca sul morbo di Alzheimer è fondamentale, dice il professor Gunhild Waldemar dell'Ospedale universitario di Copenhagen, Rigshospitalet in Danimarca. "Una diagnostica precoce efficace insieme a nuovi farmaci in via di sviluppo e cure psicologiche precoci potrebbero ritardare l'internamento dei pazienti, riducendo le sofferenze e i costi per la società," sottolinea. "È stato calcolato che il ritardo dello sviluppo della malattia di 5 anni dimezzerebbe tutti i costi del morbo di Alzheimer mentre il ritardo dello sviluppo e della progressione di appena 1 anno ridurrebbe il numero dei casi di Alzheimer di circa il 10%."

La demenza è considerata una priorità in Europa e negli Stati Uniti e l'Alzheimer è la causa più comune di demenza. I costi collegati a questa malattia equivalgono a circa l'1% del prodotto interno lordo (PIL) mondiale. Gli esperti credono che il numero di persone con una diagnosi di Alzheimer crescerà del doppio entro il 2030.
 

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Una rilettura ideale della cultura artistica di Roma in circa 180 opere lungo il Novecento fra Modernità e Tradizione
Galleria d’Arte Moderna
Via Francesco Crispi 24 – Roma
29 marzo 2018 – 28 ottobre 2018


Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi: ROMA CITTÀ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto è una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ‘900 con in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e linguaggi diversi. La mostra, a cura di Claudio Crescentini, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Presentate oltre 180 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima e/o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline, in una rilettura ideale della cultura artistica di Roma, una città ipercentrica, seppur multiculturale, nella quale, nei decenni, si sono andate sedimentando diversità e univocità non sempre o non solo in conflitto fra di loro. Proprio come nella specificità cronologica individuata che, lungo il Novecento, si svolge fra Modernità e Tradizione, da Ernesto Nathan, Sindaco di Roma (1907-1913) di dichiarata ispirazione mazziniana negli anni di complessa gestione della capitale, fino al decennio dei grandi movimenti di massa e della rivoluzione artistica e culturale ormai universalmente identificata col nome dell'anno in cui si manifestò in maniera più preponderante: il Sessantotto.

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