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Radar anti inquinamento

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Progettato nuovo dispositivo per misurare la qualità dell’aria nelle nostre città

Il sistema nasce dalla collaborazione fra Survey Satellite Technology Ltd, università di Leicester e EADS Astrium. Il dispositivo, installato a bordo dei satelliti, rileva la presenza di piccolissime quantità di gas nell’atmosfera con un livello di precisione senza precedenti.

Entro il 2009, fanno sapere gli scienziati, saranno messi a punto strumenti in grado di creare mappe tridimensionali dei gas dispersi nell’atmosfera. Queste tecnologie sono state progettate nel centro di strumentazione per l’osservazione terrestre (CEOI), che si occupa di sviluppare nuovi sistemi di monitoraggio ambientale dallo spazio.

CityScan
Emissione e distribuzione gas atmosferici. Credit: Christopher Whyte

Il professor Paul Monks dell’università di Leicester è uno dei responsabili del progetto Compact Air Quality Spectrometer (CompAQS), che punta a realizzare uno spettrometro d’immagine compatto da usare nelle regioni UV e visibile dello spettro, con interessanti applicazioni sulla piattaforma satellitare. La nuova tecnologia è stata applicata al progetto CityScan per monitorare sistematicamente la qualità dell’aria in spazi urbani e industriali molto ampi. Il vantaggio di questo dispositivo è di fornire prestazioni simili a quelle che normalmente si ottengono con strumenti molto più ingombranti. La compattezza del sistema, frutto della tecnologia ottic,a è in grado di minimizzare i costi di fabbricazione e di sviluppo della piattaforma.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che ogni anno 2.4 milioni di persone nel mondo muoiono per cause correlate all’inquinamento dell’aria. “L’esposizione della popolazione ad alti livelli di gas e particolato – afferma Monks - impone un’azione diretta delle istituzioni sia a livello regionale che nazionale e globale”. Misurare in modo preciso la composizione e la qualità dell’atmosfera è importante sia per monitorare il livello di emissioni derivate dalle attività umane, sia per valutare gli effetti a breve termine delle emissioni sulla salute dell’uomo.

Nel corso di quest’anno, l’università di Leicester lancerà due nuovi dispositivi CompAQS da usare come radar di terra. Questi strumenti, che utilizzano una tecnica chiamata Differential Optical Absorption Spectroscopy (DOAS), opereranno sulle linee d’onda dello spettro visibile per permettere di realizzare in tempo reale mappe 3D dei gas atmosferici come l’anidride carbonica. Questo risultato è ottenuto analizzando le radiazioni solari dello spettro visibile attraverso una serie di strumenti in grado di fornire informazioni sulla composizione dell’ambiente urbano con un livello di precisione mai raggiunto finora. A differenza dei dispositivi tradizionali, il sistema CityScan permette di svolgere un monitoraggio continuo su un’intera area urbana. Ogni sistema è progettato per coprire aree di 25 Km quadrati e monitorare in tempo reale la concentrazione di anidride carbonica e aerosol con una risoluzione spaziale di 50 metri, operando come un vero e proprio rilevatore radar dell’inquinamento.

Link consigliati:

University of Leicester
“New 'pollution radar' developed to provide unprecedented picture of urban smog” (09/03/2009)
http://www2.le.ac.uk/ebulletin/news/press-releases/2000-2009/2009/03/nparticle.2009-03-09.7441799880

EADS Astrium
http://www.astrium.eads.net/en/homepage

Francesco Defler

Flash News

 



Sono tutti dedicati alla Pasqua e ai suoi simboli, i nuovi ECOTIPS del WWF per le attività da svolgere e le nuove cose da imparare in questo periodo di festa, pur restando a casa. Dalle curiosità legate alle uova in natura a quelle sul cioccolato, con un occhio al rischio deforestazione in caso di provenienza da fonti non sostenibili per ambiente e diritti sociali.
Nella pagina wwf.it/ecotips tanti consigli per colorare le uova destinate a imbandire la tavola pasquale, usando coloranti ‘di cucina’ come curcuma, paprika, caffè e persino spinaci.

IL MENÙ.Un menù speciale, firmato dalla eco-blogger Lisa Casali, tutto ‘veg’, per rompere le tradizioni e portare in tavola un piatto delizioso ma a bassa impronta ambientale. 

La webcam sulla natura della settimana è puntata sul nido del falco pellegrino nel parco dei Castelli Romani: la coppia di rapaci si è alternata instancabilmente nella cova e i piccoli stanno nascendo proprio in questi giorni.
La proposta per i più piccoli, invece, è all’insegna di impollinatori speciali che si possono osservare anche sul balcone: i bombi, parenti ‘solitari’ delle api. Mentre per gli appassionati del fai-da-te un video tutorial per costruire una casetta per api e coccinelle utilizzando materiali disponibili in casa.
Non mancano video dalle Oasi, dove la natura non si è mai fermata. E saranno proprio le aree protette dal WWF a scandire la giornata di Pasquetta, con un ricco palinsesto sul sito web e social media dell’associazione che mostrerà immagini dal nord al sud dell’Italia, per ricordarci che, una volta terminata l’emergenza, la natura sarà pronta a regalarci momenti di serenità e bellezza.


CURIOSITÀ SULLE UOVA


Di cioccolato, dipinte o nei dolci tradizionali. Alla vigilia della Pasqua sulle nostre tavole non mancherà il simbolo ‘per eccellenza’ della fertilità: l’uovo. Quello che oggi è un simbolo in molte culture, in natura si è evoluto milioni di anni fa. Rettili e uccelli, ma anche qualche mammifero, - come l’ornitorinco e l’echidna australiani - l’hanno mantenuto come strategia riproduttiva nel corso dell’evoluzione.

Il più grande. L’uovo più grande mai deposto da un uccello sembra essere stato quello di una specie, appartenente al genere Aepyornis, vissuta in Madagascar fino al 17esimo secolo, e poi estinta a causa della persecuzione umana. Di questo uccello elefante esistono diversi resti fossili. Alto fino a 3 metri, deponeva uova “giganti”. Il più grande misura ben 21 cm di diametro e 30 di altezza e risulta cento volte più grande dell’uovo di gallina. L’uovo più grande deposto da un uccello vivente, invece, è stato deposto da uno struzzo in un allevamento in Svezia nel 2008: pesava circa 2,5 kg.

Il più piccolo. L’uccello che depone l’uovo più piccolo è un colibrì della Giamaica (Mellisuga minima). L’uovo di questo piccolo uccello è lungo appena 10 mm e pesa soli 0,365 g.

La forma.Le uova degli uccelli non hanno tutti la stessa forma. Esistono uova ellittiche, schiacciate, ovali, appuntite e piriformi. Gli uccelli marini come le Urie, le Gazze marine e i Gabbiani tridattili, che nidificano sulle falesie rocciose, depongono le uova a forma di pera allungata, per non rischiare che cadano rotolando giù. Le uova delle specie che nidificano in cavità o in buche hanno forma più rotondeggianti, in quanto non corrono lo stesso rischio. Ma la forma dell’uovo dipende anche da altro. Una recente ricerca ha scoperto che la forma dell’uovo è strettamente legata alla capacità di volo e alle distanze che gli uccelli coprono nelle loro attività. Quelli che volano di più fanno uova più allungate, perché hanno bisogno di uova “aerodinamiche”.

Il colore. Ci sono uova bianche, marroni, azzurre e rosse. Il colore è dato da sostanze deposte in parte sullo strato esterno del guscio, pigmenti ricavati dall’organismo materno durante la dieta. Le melanine sono responsabili delle colorazioni nere, scure e brune, i carotenoidi producono tutte le colorazioni gialle, rosse, arancio, marrone e violetto, le cianine contribuiscono alla formazione dei toni blu e verdi. Il Codirosso algerino (Phoenicurus moussieri) depone nella stessa covata uova sia bianche che azzurre, mentre l’Uccello sarto (Orthotomus sutorius) depone nella stessa covata uova bianche, verdi, rosa macchiettate di rosso chiaro, violetto e nero, e uova blu-verdastro. Alcune specie come il Fratino (Charadrius alexandrinus), oggetto proprio in questo periodo delle azioni WWF per difendere le spiagge naturali dove crea i nidi, soprattutto in Toscana e Abruzzo - depongono uova che si confondono con l’ambiente sabbioso in cui si riproducono. Queste colorazioni, in gergo tecnico dette disruttive, si sono evolute per confondere eventuali predatori.

Strategie di riproduzione. Le uova possono essere anche “strumento d’inganno” in natura. Il Cuculo (Cuculus canorus) ha una strategia di riproduzione molto particolare: non costruisce il nido, ma depone le uova nei nidi di altre specie. La femmina è specializzata nel “copiare” il colore dell’uovo di altre specie. Quando il piccolo Cuculo esce dall’uovo molto prima dei pulcini della specie che ha costruito il nido, butta fuori le altre uova. Alcune specie possono accorgersi dell’inganno, quando tornando trovano un uovo diverso o in più nel loro nido. Per questo spesso la femmina del Cuculo, prima di deporre il suo uovo, distrugge o spinge fuori le altre uova.

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