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La Terra dallo spazio: terre mediorientali

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In questa immagine del satellite Envisat vediamo raffigurati parte dell’Iran (in alto) e della Penisola Arabica.

Il paesaggio iraniano presenta aspre catene montuose, un altopiano centrale, deserti, steppe e fasce costiere, a differenza della Penisola Arabica, dominata invece dal deserto.

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Il punto dove i due territori sono più vicini è lo Stretto di Hormuz (al centro), il tratto di mare che mette in comunicazione il Golfo Persico (a sinistra) con il Golfo di Oman (a destra in alto) e il Mare Arabico (a destra più in basso).

 

In territorio iraniano sono visibili i crinali, gli altipiani e le depressioni della provincia di Hormozgān e, parallela alla costa, l’isola di Qeshm, la più grande dell’Iran. I piccoli vortici verde chiaro lungo le coste sono dovuti ai sedimenti trasportati nelle acque.

 

Nella penisola arabica invece l’immagine inquadra Emirati Arabi Uniti (a sinistra), Oman (a destra) e Arabia Saudita (in basso a sinistra).

 

In Oman l’unica zona montuosa si trova nella parte settentrionale della nazione, con numerosi picchi fra i 1500 e 2100 m. La maggioranza della popolazione risiede nella regione costiera di Batinah, la lingua di terra verde e arancio nell’immagine, affacciata sul golfo ai piedi delle montagne.

 

Le isole artificiali di Dubai davanti alla costa degli Emirati Arabi Uniti sono circondate da piccoli vortici di plancton e sedimenti. Il fondale relativamente poco profondo del Golfo Persico e l’ampia piattaforma continentale al largo delle coste di Dubai ne hanno reso possibile la realizzazione.

 L’immagine è stata acquisita il 4 febbraio scorso ad una risoluzione di 300 m dallo strumento ottico MERIS a bordo del satellite Envisat.  

Flash News

(Sassalbo, 09 Mar 17) Il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano si unisce al cordoglio per la scomparsa del professor Danilo Mainardi, etologo, scrittore, docente all'Università Ca Foscari di Venezia, presidente onorario della Lipu (Lega italiana per la protezione degli uccelli). Mainardi, grazie alle sue grandi capacità descrittive e al suo linguaggio semplice e accattivante, è stato tra i precursori della divulgazione scientifica e dell'educazione ambientale in Italia. I suoi racconti e le sue collaborazioni con autori televisivi come Piero Angela hanno contribuito a trasmettere l'amore per gli animali a molte generazioni. Mai integralista, con i suoi modi pacati è stato esempio di come una posizione di ambientalismo convinto può essere costruttiva e progressista. La sua grande passione per l'osservazione del volo degli uccelli lo aveva portato anche nell'Appennino tosco-emiliano dove nidifica uno dei predatori più affascinanti, l'Aquila Reale.

 

 

 

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