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La Francia vieta i PFAS in diversi prodotti. Greenpeace: «Decisione necessaria per tutelare la salute pubblica, dal governo italiano invece nessun passo avanti»

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L’Assemblea Nazionale francese ha approvato una legge che proibisce l’uso di PFAS per cosmetici, prodotti a base di cera, impermeabilizzanti per abbigliamento, vestiti e prodotti tessili. Il provvedimento, approvato a larga maggioranza specifica, con soli 51 voti contrari su 289 votanti, pone la Francia come il Paese più all’avanguardia in Europa per il contrasto all’inquinamento da queste sostanze pericolose.

«Mentre la Francia mette al bando i PFAS in DIVERSE categorie di prodotti e introduce numerosi interventi normativi in materia per proteggere la salute umana, in Italia il governo Meloni continua a non intervenire, nonostante la contaminazione diffusa delle acque potabili e i gravi casi di contaminazione in alcune aree del Veneto e del Piemonte», dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. «Anche davanti a prove scientifiche sui gravi danni alla salute causati da alcuni PFAS, alcuni dei quali riconosciuti come cancerogeni, il governo italiano non fa nessun passo avanti per proteggere adeguatamente la salute pubblica e l’ambiente. Serve subito una legge nazionale per vietare l’uso e la produzione di PFAS».

#PFAS

Flash News

Biocombustibili: produrre elettricità con materiali “di scarto”

In una nota pubblicata dall’AGI nell’aprile del 2008 si legge: "Siamo di fronte a un dilemma. Da una parte, i biocombustibili sono una buona occasione per abbandonare quelli fossili e abbassare i livelli di inquinamento, ma allo stesso tempo la produzione di mais, soia e canna da zucchero da cui essi derivano sta sconvolgendo i raccolti agricoli, e sta facendo aumentare i prezzi degli alimenti. La soluzione consiste nel muoversi velocemente verso lo sviluppo di una seconda generazione di biocombustibili, che siano ottenuti dai materiali di scarto delle produzioni agricole". A parlare è Yvo de Boer, segretario esecutivo della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (Unfccc), in occasione di un convegno internazionale a Pechino sui cambiamenti climatici.

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