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Capitale naturale: la barriera corallina del Belize

Per la prima volta si conosce il valore economico del turismo che ruota attorno alla barriera corallina del Belize, uno dei più importanti siti Unesco e Patrimonio dell’Umanità dal 1966. Nel nuovo report lanciato oggi dal WWF,  Natural Heritage, Natural Wealth si evidenzia proprio il valore questa incredibile risorsa che però stiamo rischiando di perdere.
Il report analizza quattro delle sette aree marine protette (MPAs) che rientrano nell’area, che sono:  Blue Hole & Half Moon Caye Natural Monuments, Glover’s Reef Atoll Marine Reserveand Laughing Bird Caye National Park. Queste 4 aree generano complessivamente oltre 19 milioni di dollari l’anno come profitti economici portati dalle attività turistiche e ricreative. Si tratta di un contributo significativo dal punto di vista socio-finanziario e che riflette solo in parte i benefici economici totali per il paese.

L’economia del Belize è da tempo fortemente legata al turismo: nel 2016, l’intera regione caraibica ha richiamato oltre 29 milioni di turisti, molti dei quali attratti proprio dalle spiagge e dalle barriere di coralli. Più della metà della popolazione del Belize (circa 190,000 abitanti) trae sostentamento sia dal turismo legato all’ambiente corallino che dall’industria ittica.
La ricchezza di biodiversità della barriera corallina del Belize è quindi uno dei punti di forza: vi vivono oltre 1.400 specie, costituendo così uno degli hot-spot più ricchi di biodiversità nel mondo. Purtroppo questo ambiente rischia di subire danni irreversibili a causa della distruzione delle sue coste e dell’assenza di un quadro legislativo in grado di assicurarne una protezione efficace
Nel giugno di quest'anno il WWF ha pubblicato una scheda di valutazione sul progresso del governo del Belize rispetto all'attuazione di impegni promessi a difesa del sito: quest’area infatti dal  2009 è nella lista Unesco dei patrimoni in pericolo. Nella scorecard si denunciò l’assenza di adeguate misure di protezione.
"L'annuncio fatto dal governo del Belize nell'agosto di quest'anno,rispetto ad una moratoria sulla trivellazione petrolifera, è un passo avanti incoraggiante. Tuttavia, la barriera corallina è ancora a rischio. Sono urgenti misure legislative per vietare la vendita del suolo pubblico all’interno del patrimonio mondiale e per tutelare l’ambiente di mangrovie. Il rapporto sui benefici provenienti dal turismo rappresenta un forte argomento economico che accompagna le motivazioni di carattere ecologico", ha dichiarato Nadia Bood, ricercatrice del WWF in Belize. “La salute della barriera è fondamentale per il nostro futuro – se non si agisce ora per proteggerla rischiamo di perderla per sempre”.
Tra gli altri benefici garantiti dalla Barriera Corallina sono importanti quelli della pesca e una serie di  servizi ecosistemici, tra cui la difesa da eventi estremi come gli uragani.
"E’ indispensabile proteggere questo sito dalle minacce legate alle attività industriali, se vogliamo garantire uno  sviluppo sostenibile del Belize: questo permetterà alla barriera corallina di non uscire dalla Lista Unesco e di continuare a fornire benefici a lungo termine per la popolazione del Belize”, ha dichiarato Elena Khishchenko, Global Campaigns Manager di WWF International.

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In vista dello storico bando sul commercio interno di avorio in Cina che prenderà il via alla fine del mese, un’indagine condotta da TRAFFIC e WWF ha rivelato che il bando ha un diffuso consenso da parte della maggioranza dei consumatori intervistati e che verosimilmente ridurrà in maniera sostanziale l’acquisto di prodotti in avorio. Tuttavia, molti cittadini non sono ancora a conoscenza dell’imminente messa al bando.

Il bando è stato accolto dalla comunità internazionale come un passaggio cruciale che, se correttamente applicato, aiuterà a fermare il bracconaggio ed invertire il declino delle popolazioni di elefante africano. Quest’anno, TRAFFIC e WWF hanno commissionato a GlobeScan, un’agenzia di consulenza indipendente, la più grande indagine mai condotta sui consumatori di avorio, per comprendere la natura del consumo di avorio in 15 città i cui mercati sono tra i più attivi in Cina. La ricerca ha rivelato che l’acquisto di avorio è crollato negli ultimi tre anni in città come Pechino e Chengdu, dove le regolamentazioni sono più rigide e dove c’è più consapevolezza dell’imminente messa al bando. Tuttavia, il mercato dell’avorio si è spostato dalle città metropolitane a centri più piccoli, e tale spostamento nella domanda potrà continuare in futuro.

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