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Giappone, entro il 2025 treno più veloce del mondo

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La compagnia ferroviaria giapponese Central Japan Railway ha annunciato che entro il 2025 sarà operativo il treno a levitazione magnetica più veloce del mondo. Il nuovo treno super veloce collegherà, ad una velocità di 550 Km orari, le città di Tokyo e Nagoya, coprendo una distanza di circa 300 Km.

I treni a levitazione magnetica, chiamati Maglev, viaggiano sospesi in aria sopra una rotaia, sfruttando la forza dell'energia elettromagnetica. Esistono due tipi di levitazione per azionare i treni: la sospensione elettromagnetica (EMS), che utilizza la forza di attrazione dei magneti collegati alla guidovia per sollevare e sorreggere il treno, e la “sospensione elettrodinamica” (EDS), che invece sfrutta la forza di repulsione di due magneti a polarità opposta. Il sistema a levitazione magnetica elimina qualsiasi reale contatto fra treno e rotaia, per cui l'unica forza che si oppone al moto del veicolo è quella dovuta all'attrito con l'aria. Questo consente al mezzo di raggiungere velocità fino a poco tempo fa impensabili per un treno e che possono competere con quelle degli aerei.

La tecnologia piace soprattutto perché usa energia pulita (non emette gas inquinanti), è super rapida ed è silenziosa. Gli Stati Uniti puntano a diventare leader mondiali nella progettazione di treni Maglev. L'amministrazione del presidente Obama, infatti, ha destinato 8 mila milioni di dollari allo sviluppo di questo nuovo sistema di trasporto che, come sottolinea Kevin C. Coates, uno dei fondatori dell' International Maglev Board, “ha più a che fare con gli aerei che con i treni”. Sono già in cantiere vari  progetti, tra cui quello sviluppato dall'Interstate Traveller Company per costruire una linea ad alta velocità Maglev con pannelli solari che alimentano una batteria ad idrogeno che a sua volta mette in funzione il sistema magnetico. La linea collegherà Detroit e Lansing e viaggerà parallelamente alla statale 96.

La tecnologia a levitazione magnetica è promettente, ma per ora si contano poche applicazione commerciali, visti gli alti costi delle infrastrutture. Molti, infatti, sono i progetti abbandonati perché troppo costosi. Uno di questi avrebbe dovuto collegare l'aeroporto di Monaco, in Germania, con il centro della città, impiegando10 minuti anziché i 45 minuti canonici di un treno normale. Il progetto è stato accantonato dopo un anno perché i 1.850 milioni di euro preventivati sono nel frattempo raddoppiati. I sostenitori della tecnologia Maglev, però,  affermano che i costi sono un falso problema, dal momento che gli sviluppi tecnologici recenti hanno ridotto le spese di costruzione e la manutenzione del veicolo costa un terzo di quella necessaria per un treno ad alta velocità convenzionale.

I problemi non si limitano solo ai costi, riguardano anche la salute. Gli effetti di un campo magnetico sull'organismo, infatti, sono in gran parte sconosciuti. Gli esperti, però, sostengono che i livelli di magnetismo sia all'interno che all'esterno del treno sono minimi, comunque più bassi di quelli emessi dal televisore di casa nostra.

Nel 2002 la compagnia tedesca Transrapid ha realizzato in Cina la prima linea commerciale Maglev, la Shanghai Maglev Train. Lunga 30 Km e con una velocità di circa 500 Km orari, la linea collega l'aeroporto internazionale di Shanghai alla città.

Francesco Defler

 

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Australopithecus deyiremeda es el nombre de la nueva especie de homínido fósil descubierto en el área de Woranso-Mille (Etiopía), por un equipo científico internacional que dirige el profesor Yohannes Haile-Selassie (Universidad de la Reserva Case Western y Museo de Historia Naturala de Cleveland, Estados Unidos) y en el que participa el geólogo Lluís Gibert, investigador Ramón y Cajal del Departamento de Geoquímica, Petrología y Prospección Geológica de la Facultad de Geología de la Universidad de Barcelona (UB).

El descubrimiento del nuevo fósil de australopiteco, publicado por la revista científica Nature en la edición del 28 de mayo, abre nuevos horizontes al debate científico sobre el origen y la evolución de los primeros ancestros de la especie humana en el continente africano.

El equipo científico liderado por el profesor Haile-Selassie ha encontrado diversos restos fósiles (mandíbulas inferiores, superiores y una colección de dientes) en los yacimientos de Burtele y Waytaleyta, en Woranso-Mille, en la región central de Afar, ubicados a unos 50 kilómetros al norte de Hadar y 520 kilómetros al noreste de la capital de Etiopía, Adís Abeba. Estas evidencias fósiles, datadas entre hace 3,3 y 3,5 millones de años, han sido asignadas por los expertos a una nueva especie, el Australopithecus deyiremeda.

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