|
Tumore della tiroide, il punto sulle
strategie di diagnosi e controllo della malattia
Terapia e monitoraggio del carcinoma
tiroideo differenziato
Roma, 15 gennaio ore 8.30, presso il
Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" (Aula Brasca).
Il tumore della tiroide è insidioso e spesso non dà segni di sé per
lungo tempo poiché cresce molto lentamente. La sua prevalenza è in
continuo aumento (attualmente costituisce l'1-2 per cento di tutti i
tumori maligni) sia per le migliorate capacità diagnostiche che per
gli effetti dannosi della contaminazione ambientale, in particolare
delle radiazioni ionizzanti (come il terribile incidente di
Chernobyl del 1986 ha chiaramente dimostrato). Grazie alla notevole
efficacia delle misure terapeutiche che oggi possono essere messe in
atto, la sopravvivenza per tumore della tiroide è tuttavia molto
elevata (oltre il 90 per cento dei pazienti a 20-30 anni dalla
diagnosi). Come per tutta la patologia tiroidea le donne sono
colpite dal tumore della tiroide in misura maggiore rispetto agli
uomini.
Alla “Terapia e monitoraggio del carcinoma tiroideo differenziato” è
dedicato il Convegno scientifico che avrà luogo domani, sabato 15
gennaio 2005, ore 8.30, presso il Policlinico Universitario
"Agostino Gemelli" (Aula Brasca).
Il convegno tratterà temi quali: i nuovi criteri patologici di
differenziazione del cancro tiroideo, la terapia medica e chirurgica
del cancro della tiroide; la seconda sessione sarà interamente
dedicata alle recenti novità in tema di monitoraggio dell'evoluzione
della malattia tumorale mediante il ricorso a sofisticate tecniche
di immagine quali l'ecografia color-doppler e la tomografia ed
emissione di positroni e l'uso del TSH ricombinante, ormone identico
a quello umano, prodotto mediante le tecnologie di biologia
molecolare, che ha notevolmente migliorato la capacità di
individuare precocemente eventuali metastasi tumorali.
“In passato il monitoraggio di recidive del carcinoma differenziato
della tiroide – anticipa il Prof. Alfredo Pontecorvi, Ordinario di
Endocrinologia presso l’Università Cattolica di Roma e presidente
del Convegno - si effettuava dopo la sospensione della terapia
ormonale con L-tiroxina, allo scopo di far aumentare i livelli
circolanti del TSH, l’ormone che stimola la funzione delle cellule
tiroidee. In questo modo le cellule tiroidee residue hanno la
capacità di immagazzinare al loro interno lo iodio radioattivo e di
essere pertanto visualizzate alla scintigrafia. Inoltre, la
stimolazione del TSH fa produrre la tireoglobulina, una proteina
esclusivamente prodotta dalle cellule tiroidee e, per questo, marker
tumorale specifico dei tumori tiroidei. Ma la sospensione della
terapia con L-tiroxina determinava nel paziente una condizione di
ipotiroidismo acuto e grave, con notevole compromissione della
capacità lavorativa e della qualità della vita e, a volte, con
rischi per la sua salute. Oggi, grazie alla somministrazione per via
intramuscolare del TSH umano ricombinante, non è più necessario
interrompere la terapia ormonale evitando, quindi, tutti quei disagi
al paziente e, inoltre, riducendo il potenziale effetto di stimolo
sulla crescita tumorale che, livelli troppo a lungo elevati di TSH
potrebbero determinare”. “Inoltre – continua il Prof. Pontecorvi -
recenti innovazioni diagnostiche soprattutto nel campo delle
tecniche di immagine e di genetica molecolare consentono una
diagnosi precoce delle recidive tumorali e, di conseguenza, il loro
pronto ed efficace trattamento. Mi riferisco in particolare alla
ecografia color-doppler dei linfonodi del collo, dove più
frequentemente albergano le metastasi dei tumori tiroidei, che
consente di visualizzare linfonodi sospetti con una accuratezza
diagnostica anche superiore a quella della scintigrafia. Questi
linfonodi possono essere quindi indagati mediante citologia
agoaspirativa implementata da procedure di genetica molecolare che
consentono di evidenziare la presenza anche di poche cellule
tiroidee neoplastiche. Un’altra tecnica di immagine di recente
introduzione e molto utile nella localizzazione di metastasi
tumorali è la tomografia ad emissione di positroni, la PET, che,
soprattutto dopo stimolazione con il TSH umano ricombinante,
consente di evidenziare e localizzare metastasi tiroidee non
visualizzabili con la scintigrafia tradizionale”.
Tra i relatori del Convegno i Professori Aldo Pinchera, Ordinario di
Endocrinologia presso l’Università di Pisa, Massimo D’Armiento
Ordinario di Endocrinologia presso l’Università di Roma “La
Sapienza” e co-presidente del Convegno, Marco Salvatore, Ordinario
di Medicina Nucleare presso l'Università di Napoli Rocco Bellanone,
Ordinario di Chirurgia Endocrina presso l’Università Cattolica ed
Emilio Bombardieri, Primario di Medicina Nucleare all'Istituto
Tumori di Milano.
www.unicat.it
Roma, 14 gennaio 2004
|
|
•
Archivio
•
Arte e cultura
•
Consumatori
•
Diritto
•
Etica
•
Eventi
•
Lavoro
•
Libri
•
Medicina
□Colposcopia
Microcolposcopia
□Dermatologia
Oncologia
Dermatologica -Mosh Micrographic Surgery
□
Ginecologia
□
Oncologia
□
Senologia
□
Sterilità
□ Venereologia
-Malattie Sessualmente Trasmesse
•
Modificazioni
Genitali e infibulazione
•
Nucleare
Radioprotezione
•Parchi
•Scienza
•Sessuologia
•Shoah
Link
partner
Medicina
venereologia.it
microcolposcopia.it
neonatologia.org
Scienza
scienzaonline
paleofox.com
dinosauriweb
Progetti Umanitari: Aiutiamoli
iismas.it
progettorwanda.it
Varie
ciaowebroma.it
Gli articoli con le Foto più
interessanti e gli
SFONDI PER IL VOSTRO DESKTOP
I video
Le
vostre e-mail
STATISTICHE
guidodonati@libero.it
|